Il Binocolo

Ciao a tutti sono Enrico Corrado, socio del magnifico Gruppo Astrofili Arezzo.
Parleremo di binocolo.
Uno degli ostacoli maggiori che un astrofilo alle prime esperienze incontra quando si avvicina all’osservazione telescopica (a parte quelle di natura puramente meccanica come montaggio, stazionamento ecc,) è quella di trovarsi catapultato nello spazio attraverso una finestra piccolissima che rappresenta il campo visivo. In effetti se osserviamo il cielo ad occhio nudo e ci avviciniamo la prima volta ad un telescopio ci sentiamo spaesati proprio perchè il campo visivo estremamente ridotto, dovuto al forte ingrandimento, ci impedisce di capire chiaramente dove sia puntato lo strumento. Molte persone durante le serate osservative pubbliche chiedono spesso dove sia localizzato in cielo l’oggetto che stanno osservando. Le prime volte è del tutto normale e specialmente quando si è assistiti da esperti ci si abitua rapidamente. Ma quando siamo soli??? Aiuto!!!! “l’altra sera ho montato il telescopio ma non sono riuscito a vedere nulla!!!” quante volte l’ho sentita sta frase….
Uno dei motivi principali è proprio quello descritto prima.
Ma allora dico io: non sarebbe meglio cominciare con qualcosa che risulti più intuitivo nell’utilizzo e più confortevole nella visione???
Ma o icchè sarà sta nuova diavoleria ottica penserete voi…..
Il BINOCOLO, un semplice e leggero binocolaccio che trovate anche sui banchini dei polacchi (e una volta si potevano trovare delle autentiche meraviglie, ora non so, è una vita che un mi ci rifermo) comunque reperibile in un qualsiasi negozio di ottica senza lasciarci una fortuna.
Visione diretta delle immagini e non rovesciata come al telescopio (che di notte non infastidisce, ma vuoi mettere uno alle prime armi che deve puntare un oggetto???)
Campo visivo enorme: 7, 8 o 9 gradi, una vera goduria perdersi nei campi stellari della Via Lattea da un cielo buio buio.
Basso ingrandimento!!!! Si, il binocolo per il principiante deve ingrandire poco, massimo 10X, non vi fate imbrodolare dai proclami dei negozianti “questo ingrandisce 20 x ci vedi un sacco di roba in più”. Si, guardaci te dentro un binocolo tenuto a mano libera a 20 x, lo butti via dopo tre secondi per il nervoso che non riesci a tenerlo fermo (esperienza personale con il mio 12 x 50 non ci osservo quasi mai perchè sono anche di mano tremula, dopo trenta secondi lo poso e uso l’ 8 x 30). “si ma questo lo metti sul cavalletto e zac ti osservi tutto il cielo bello fermo”. Ma allora a sto principiante gli si consiglia il binocolo per la praticità e l’economicità…. e poi cavalletti con montature basculanti ecc… e che cavolo!!! Avranno tempo per crescere dico io. Facciamo un passo alla volta.
Prendete un 7 x 50 o un 8 x 50 leggero e ben fatto (poi in seguito vi spiegherò anche questo) e vi divertirete per tanti anni, e ricordate sempre che il binocolo proprio per queste sue caratteristiche è il naturale complemento del telescopio e vi permetterà osservazioni che nemmeno lo strumento più potente e costoso sarà in grado di farvi fare.
E mi raccomando sempre cielo buio buio buio perchè i binocoli con basso ingrandimento e ampio campo visivo raccolgono molta luce, anche quella indesiderata.
Vi aspetto numerosi e spero che gli esperti del gruppo aggiungano quello che io sicuramente mi sarò scordato. Oh, e che volete il cervello è quello che è.

Vorrei precisare che quanto ho espresso sono miei pareri da utilizzatore e non rappresentano assolutamente un dogma, ci sono diverse strade per avvicinarsi a questo tipo di osservazione, io ho solo espresso il percorso più facile per il neofita. Andiamo per ordine e vediamo punto per punto:

1) Proprio per porsi come complemento della visione telescopica il binocolo dovrebbe un campo visivo molto ampio, diciamo 7° (che per fare un esempio sono 14 volte il diametro della luna piena). Un campo così ampio mette a proprio agio l’osservatore per la naturalezza della visione che offre ed un’intuitiva nonchè semplice ricerca degli oggetti da osservare.
C’è una formula: campo visivo reale = campo apparente degli oculari / ingrandimento.
Esempio un oculare Nagler da 82° di campo apparente quando accoppiato ad uno strumento che fornisce 40x esibisce un campo reale di 82/40 = 2° di campo visivo reale ( 4 lune piene).
Ora, siccome gli oculari dei binocoli sono ben lontani da eguagliare i Nagler in quanto a campo apparente, qualità costruttiva e sopratutto costi, di solito hanno un campo apparente di 50/55° e per la suddetta formula su un classico 7/8×50 forniscono i sopra citati 7° di campo reale. Per lo stesso motivo un 12x fornisce poco più di 4° ed un 16x appena 3.5°.
Quindi, all’aumentare dell’ingrandimento si ha una visione diciamo un po’ più claustrofobica, in contrasto con lo spirito grandangolare che secondo me tale tipo di strumento dovrebbe avere.

2) Salire di ingrandimento si può? Si può eccome!! Binocoli da 10 – 12 – 16 – 20x sono molto comuni e molto utilizzati. Una cosa da considerare però è che l’ingrandimento altro non è che un fattore di amplificazione, si di immagini e dettagli, ma anche di difetti dello strumento (aberrazioni cromatiche e geometriche), turbolenza atmosferica e tremolio dell’osservatore (che nel mio caso è molto elevato).
E’ vero che ci sono modi per osservare che riducono le vibrazioni di causate dal tremolio dell’osservatore, ma sono più che altro palliativi, da 12x in su è auspicabile uno stativo, da 15 è indispensabile (a meno che non sia uno stabilizzato) che sarà più grande e costoso quanto più pesante e ingrandente sarà il binocolo.

3) La luminosità: un altro fattore fondamentale da prendere in considerazione quando si sceglie il binocolo, essa è strettamente legata al diametro degli obiettivi e al fattore d ingrandimento.
Si misura con la pupilla di uscita, termine oscuro che indica il diametro del fascio di luce che esce dagli oculari e va a colpire direttamente i nostri occhi.
Si calcola dividendo il diametro degli obiettivi per il fattore di ingrandimento. Il classico 7×50 ha una pupilla di uscita di 50/7 = 7.14 mm, di conseguenza un 12×50 4.2 mm, un 16×50 3.2 mm. A parità di diametro degli obiettivi luminosità e ingrandimento sono inversamente proporzionali. Se da una parte un binocolo di pupilla 7 mm è luminosissimo e deve essere usato sotto un cielo buio per rendere al massimo, uno di pupilla 3 rende immagini più scure e poco dettagliate nelle zone di basso contrasto.
Dal momento che i nostri occhi al buio hanno la pupilla dilatata a 7 mm consiglio vivamente un binocolo luminoso utilizzato sotto un cielo buio.

4) Il peso, il costo e la qualità costruttiva completano il quadro per farci fare una scelta razionale. Portarsi in giro e maneggiare 700/800 grammi non è come farlo con 1.5/2 kg.
Scegliere uno strumento che non sia all’apparenza “plasticoso” e abbia movimenti fluidi e pastosi è già un buon inizio.
Guardare uno sfondo luminoso con gli occhi a circa 30/40 cm dagli oculari e vedere che forma ha la pupilla di uscita. Deve essere perfettamente circolare, altrimenti è indice di prismi raddrizzatori interni sottodimensionati che introducono un degrado all’immagine osservata
Nel 90% dei casi uno strumento vale per quello che costa ma ci sono ovviamente delle eccezioni.
Il classico 7×50 va dai 100 euro fin oltre i 2000, ma con 250 euro si acquista un entry level di una marca blasonata, poi ci sono di tutti i diametri, da 20 mm a 150 mm e ovviamente di tutti i costi, dai 40 ai 20000 e passa…..

Se si decide di acquistare un usato guardare almeno che non sia scollimato, nel qual caso si vedrebbero due immagini anzichè una sola, ed è meglio lasciar perdere (a meno che un esperto come Rossano non vi assista).
Guardare anche le condizioni generali di conservazione e la cura con la quale viene maneggiato dal proprietario, può essere un buon indizio.
Per il resto se non vi sentite sicuri chiedete aiuto, il forum e il gruppo astrofili ci sono apposta.

Spero di essere stato chiaro ed esauriente e per tutto ciò che rientra nelle mie conoscenze sono a disposizione.

Ciao ciao  😀

Enrico Corrado

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