Analisi dell’evento alluvionale dello Spezzino

Ripropongo anche qui la bella analisi sull’evento straordinario successo pochi giorni fa fra alta toscana e liguria di levante, di cui tutti noi siamo a conoscenza. L’autore è il bravo Daniele Banti del CMT ( www.centrometeotoscana.it )

Buona lettura.

 

Per prima cosa ci preme sottolineare che il CMT e tutti i suoi lettori, sono moralmente vicini a tutti coloro che sono stati colpiti dalla tragica alluvione di Martedì 25 ottobre 2011!

In questi casi ogni parola è superflua, la speranza di tutti è che la situazione torni quanto prima alla normalità. Alcuni forumisti di queste zone ci hanno informato attraverso il nostro forum di quanto stava accadendo in tempo reale, in particolare uno, ci ha fatto prendere un bello spavento (non avevamo più notizie di lui), ma alla fine per fortuna tutto è andato bene, nonostante la tragedia.

Premesso questo, nel breve articolo che segue cercheremo di capire l’evoluzione di questa triste giornata e le motivazioni (multiple) che hanno portato ad un disastro simile.

Dal punto di vista meteorologico ci sono pochi dubbi.

Un imponente sistema convettivo autorigenerante è stata la causa di precipitazioni cosi intense e persistenti. NESSUN ciclone extra-tropicale come qualcuno ha definito (purtroppo) per aumentare in modo esponenziale la motivazione di un fenomeni che già di per se è risultato violento e devastante come pochi in precedenza.

I temporali autorigeneranti sono fenomeni che specie sulle zone più occidentali ed in prossimità delle isole, ogni anno colpiscono la nostra penisola: un fenomeno che per esaltare la sua potenza ha bisogno di alcune situazioni di partenza.

1)      Correnti molto umide e calde nei bassi strati

2)      Contrasto con aria più fresca (specie se umida di origine nord atlantica)

3)      Persistenza di tale situazione sinottica per molte ore.

Purtroppo nella giornata di Martedì, tutte queste situazioni si sono generate e ciò che è stato peggio è stata la persistenza di tale situazione.

Già da Martedì mattina correnti umide e calde di scirocco si sono innescate sulla Liguria, a precedere l’arrivo del fronte perturbato che sarebbe arrivato in serata.

Durante l’avvicinamento del fronte, l’innesco di un blando minimo sottovento sul mar ligure ha fatto si che confluisse aria più fresca da nord (sul ponente ligure direttamente dalla pianura padana) mentre in quota (circa 4500m.s.l) erano presenti forti venti sud occidentali.

Questa particolare combinazione ha innescato la nascita del sistema convettivo che ha cominciato a scaricare ingenti quantità di pioggia sulla zona dello spezzino.

Con il passare delle ore, il sistema (alimentato più che mai dall’umidità nei bassi strati, causata dalla risalita di aria calda direttamente dal nord Africa, che scorrendo sul mar Tirreno, si è caricata di umidità, e dal fronte che avvicinandosi continuava ad apportare infiltrazioni di aria umida ma più fresca) si è allargato, trasformandosi in un imponente sistema multicellulare che ha allargato il suo raggio di azione anche sulle zone dell’alta Toscana, in particolar modo la Lunigiana che risultava anche oreograficamente più esposta.

Temporale autorigenerante (Sistema multicellulare) immagine satellitare delle ore 12 del 25 Ottobre.
Temporale autorigenerante (Sistema multicellulare) immagine satellitare delle ore 12 del 25 Ottobre.

In questa situazione, l’unica speranza è quella che alcune delle cause principali che alimentano tutto il sistema possano cambiare oppure cessare definitivamente ma purtroppo, sia il flusso umido e caldo sia l’aria fresca che confluiva dalla pianura padana, hanno continuato a produrre energia al sistema convettivo che ormai si era sviluppato proprio nella zona di contrasto tra le due diverse masse d’aria.

In questa situazione di persistenza che è durata per almeno 6/8 ore (dalla mattinata fino alla fine del pomeriggio) gli ingenti quantitativi di pioggia hanno innescato l’alluvione sulle zone sopra descritte.

Particolare delle precipitazioni: la strisciata di colore verde giallo è la zona dove avvenivano con più forza le precipitazioni.
Particolare delle precipitazioni: la strisciata di colore verde giallo è la zona dove avvenivano con più forza le precipitazioni.

Paradossalmente, per queste zone, l’arrivo della perturbazione in serata (con il sopraggiungere di aria più fresca – lo spostamento delle correnti di scirocco più ad est e quindi la fine della situazione che si era venuta a creare precedentemente) ha decretato la morte del sistema convettivo, accompagnato si da altre piogge ma meno intense e soprattutto meno persistenti.

In pratica (e questo è bene sottolinearlo) non è stata la perturbazione di per sé a generare l’alluvione, ma bensì un fenomeno raro ma possibile che ha preceduto la stessa, il tutto esaltato anche dalla conformazione del territorio e dello stau appenninico che purtroppo in queste situazioni, esaspera in maniera decisa gli accumuli in termine di millimetri.

Nei record di questa alluvione, ricorderemo prima di tutti alcuni accumuli che non si erano mai visti prima d’ora.. tra questi segnaliamo:

545 mm di Brugnato (spezzino)

380 mm di Pontremoli (Lunigiana)

Paesi distanti decine di km l’uno dall’altro ma che evidenziano ancora una volta la vasta zona interessata da questo fenomeni cosi distruttivo.

Tanto per fare un esempio, la pioggia caduta su queste zone è risultata 4 – 5 volte maggiore di quella che ha causato gli ingenti danni (ed anche un morto) a Roma il 20 ottobre!

Arpal cumulati in 24 ore 19
Arpal cumulati in 24 ore 19

Una domanda che giustamente  in molti si stanno facendo è la seguente:

“Perché in 5 giorni si sono verificati due episodi (temporale di Roma ed alluvione spezziono/lunigiana) dalla portata cosi eccezionale?”

Alla base di tutto, direi di non dimenticare l’estate infinita che ha contraddistinto l’anno in corso.

Purtroppo l’anomalia termica che ne è scaturita è indubbiamente una delle motivazioni fondamentali. Il mare (ben più caldo della norma) ha immagazzinato in questi mesi, una grande quantità di calore latente capace adesso di poter esaltare una forte evaporazione negli strati d’aria sovrastanti. Tanta energia potenziale risultava (e purtroppo risulta ancora!) pronta ad esaltare tutti i contrasti al primo importante transito perturbato. Possono quindi bastare piccole infiltrazioni di aria più fresca ed umidi in quota per dare luogo a potenti moti convettivi (moti ascensionali) associati come purtroppo abbiamo visto, a questi sistemi convettivi.
Per tanto anche nelle prossime settimane, qualora si venissero a riproporre situazioni simili (specie flussi pre-frontali molto forti), non sono purtroppo da escludere nuovi fenomeni di questo tipo.

In molti in queste ore hanno tirato in ballo anche l’incuria delle zone colpite da questa alluvione.

Partendo dal presupposto che fenomeni simili sono imprevedibili nella loro reale portata, siamo però dell’idea che molto si può fare  e soprattutto si DEVE fare, almeno per cercare di limitare i danni in questi frangenti.

La pulizia dei corsi d’acqua, la gestione del territorio nel migliore dei modi, un eventuale piano di evacuazione per certe zone esposte a questi tipi di fenomeni.

Tutte cose che adesso, dove il dolore è forte, probabilmente è inutile affrontare, ma che nei momenti di riflessione successivi, dovrà essere affrontato per convivere in qualche modo con questi fenomeni.

La forza della natura come sempre è indecifrabile ed imprevedibile, però se l’uomo ne è consapevole può cercare quanto meno di difendersi e non rimanere del tutto impreparato!

Il CMT nei prossimi giorni si attiverà per una raccolta di fondi per queste popolazioni.

Anche noi vogliamo dare un aiuto concreto a chi è stato colpito così duramente ed ha perso tutto.

Testo di Daniele Banti

Integrazioni, immagini e commenti di Marco De Nicolo

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