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ago 16 2011
Posted by Simo87 as Bacheca, Editoriali, Montagne, Natura in Provincia
Il Poggio Fallito (720 m) fa parte del comprensorio del Pratomagno. Sebbene non sia una gran montagna, perché è poco elevata, la sua vetta offre un buon panorama verso il Casentino.
Il poggio si trova sopra il Paese di Bibbiena e Rassina. Per arrivarci bisogna andare a Rassina, da qui andare verso la fabbrica di cemento della Colacem, poi continuando per la strada si arriva al paesino di Casalecchio. Da qui la strada è sterrata e per arrivare alla cima del Fallito occorre un’auto 4×4. Può capitare inoltre che la strada venga chiusa, perché quelle zone vengono usate dalla fabbrica della Colacem.
Queste foto sono di inizio agosto. Arrivato alla vetta, vedo con un po’ di stupore che qui alcune ginestre sono completamente fiorite. Interessante, dato che le ginestre in genere fioriscono a maggio!

In alcune ginestre, come in questa della foto, i fiori devono ancora sbocciare!

Sulla vetta sono presenti due croci. Accanto a una croce ci sono due grandi pannelli, che sono visibili anche dal fondovalle. Ci sono da diversi anni, ma sinceramente non so a cosa servano.

Il monte davanti alla croce è il Monte Penna (1283 m) della Verna.

La visibilità non era delle migliori, ma comunque si riuscivano a vedere anche i monti intorno ad Arezzo e Cortona (molto meglio ovviamente con il binocolo).
Ecco cosa indicano le frecce:
freccia rossa Alpe di Poti (974 m)
freccia blu Monte Castel Giudeo (1037 m) e Monte Traforata (1035 m)
freccia verde Alta Sant’Egidio (1057 m)
freccia arancione Monte Lignano (837 m)

Una zummata verso l’Alpe di Poti (974 m), ben riconoscibili i ripetitori sulla cima.

Questa è l’Alpe di Catenaia (1414 m).

Il crinale del Pratomagno: sulla sinistra la Croce, mentre sulla destra c’è la zona del Monte Secchieta.

Una zummata verso la Croce del Pratomagnao: la freccia rossa indica la Croce del Pratomagnao (1591 m), mentre la freccia blu indica il Monte Pianellaccio (1592 m). La cosa interessante da notare è che il punto della croce è più basso di un metro rispetto alla vetta del Monte Pianellaccio che è accanto!

Una zummata verso il Monte Secchieta: sulla destra i ripetitori del Monte Secchieta (1449 m), mentre sulla sinistra ci sono le tre pale eoliche.

La visuale verso la parte nord del Casentino, con al centro le montagne della Burraia e nella valle a sinistra il paese di Poppi.

Una zummata verso Poppi, ben visibile il Castello dei Conti Guidi.

Qui la vista verso la Burraia – Passo della Calla (1296 m): Monte Falco (1658 m) e Monte Falterona (1654 m).

Ecco la vista verso Bibbiena, Soci e le montagne della zona di Camaldoli.

Il paese di Bibbiena è proprio sotto, vicinissimo.

Qui la zona dove si trova la piscina di Bibbiena.

Una zummata verso lo stadio di Bibbiena, ben riconoscibile!

Le due nuove rotatorie di Bibbiena.

Un confronto con il fondovalle. Ecco come si vede il Poggio Fallito, da questa seconda rotatoria. Il prato sulla vetta, accanto alla croce, è il punto da cui ho scattato quasi tutte le foto di questo articolo.

Altre foto dalla vetta del Fallito. Qui il Poggio Baralla (1206 m). In basso a destra si vede il Santuario, vicino a Bibbiena, di Santa Maria del Sasso.

Una zummata verso il Santuario di Santa Maria del Sasso.

Infine, le montagne di Camaldoli, verso il Passo dei Mandrioli (1173 m).

Simone Paolucci
7 Responses
Omar
agosto 16th, 2011 at 12:00
1Bel reportage: mi sono sempre chiesto cosa ci fosse in cima a quel monticello che mi si stampava davanti ogni volta che entravo a Rassina!
simo87
agosto 16th, 2011 at 12:50
2Il posto è bellino. Dalla vetta Rassina non si vede perchè rimane troppo sotto. Peccato poi che altri punti panoramici nella zona non sono accessibili perchè vengono usati come cava dalla Colacem e c’è il divieto di accesso
AleXit
agosto 16th, 2011 at 18:52
3Belle foto casentinesi, Simo !
carlo
agosto 18th, 2011 at 23:07
4Mi associo.
Me lo sono rimirato per tre anni, quelli passati eoni fa all’ITI bibbienese. Incuriosito dai pannelli (al tempo verdoni), ma con qualche sospetto, chiesi ai colleghi telecomunicazionisti che li definirono ripetitori passivi di ponti radio telefonici, in pratica specchi per onde radio. Ve la rivendo così, senza tara.
simo87
agosto 19th, 2011 at 00:57
5Direi che è probabile come hai detto te Carlo
IlaIla
agosto 25th, 2011 at 15:56
6Interessante articolo! Non conoscevo la zona.
Le ginestre che hai fotografato sono Spartium junceum (“ginestra scoppiareccia”), e fioriscono da maggio a tutta l’estate, quindi è normale che tu le abbia viste fiorite. L’altra specie piuttosto diffusa da noi è Cytisus scoparius, e quella sì ha un periodo di fioritura limitato al mese di maggio.
Quelli nella foto successiva non sono fiori in boccio ma i frutti (baccelli) appena formati, ancora verdi. A maturità diventano neri e si aprono a metà per il lungo con uno schiocco deciso, proiettando i semi tutt’intorno.
Ciao ciao
Ilaria
simo87
agosto 25th, 2011 at 17:41
7Grazie per il commento Ilaria, non sapevo di tutte queste curiosità
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