Una ghiotta opportunità …

… e non l’abbiamo persa! Cima del Pratomagno ricca di neve semifresca e un weekend previsto strasoleggiato (e stavolta i meteo veggenti hanno fatto centro)! No, l’occasione non poteva essere lasciata scorrer via senza almeno tentarci!
Ed ecco i frenetici contatti, l’analisi delle possibilità, di obiettivi e alternative, delle annesse logistiche e il gioco ad incastro con altri impegni familiari…
L’approccio d’occasione è stato stabilito da Quota (SP64), entro un’area che in caso di ghiacci eccessivi in sede stradale avrebbe offerto un “piano B” e magari anche un “C”, con pendenze più permissive rispetto al versante ovest. Missione: parcheggio il più vicino possibile al noto ristorante “da Giocondo” e poi scalata del Pianellaccio.
In questa occasione eviteremo molto dei nostri soliti enfatici e tediosi testi pseudo-cultural-narrativ-descrittivi, riducendoli al minimo didascalico e dando massima prevalenza alle nude immagini, tanto qualsiasi forma celebrativa sarebbe comunque ben poca cosa rispetto alle emozioni che certi scenari suscitano nell’esserci.

Il fondo stradale innevato e la non disponibilità di adeguati mezzi di locomozione ha poi fatto sì che la scarponata iniziasse ben prima del previsto, a quota 1180. Ma la luce è fantastica, lo scenario da sogno e di prima mattina c’è pure un silente e totale deserto: su allegri di gambe, quindi!

L’impennata che dal rifugio-barbeque a quota 1457, dove lasciamo il CAI42 e che rappresenta l’ultimo colpo di reni per la sommità del Pratomagno, non è granché quando si segue lo stradello. Ma quando questo è sotto almeno mezzo metro di neve vergine (vedasi anche stato della sbarra semisepolta) e sulle gambe c’è già qualche chilometro di faticosa e tortuosa deambulazione… il fiatone si fa sentire… e fa anche più caldo del previsto grazie ad una provvidenziale inversione termica (‘ché se c’era grecale come due giorni prima sarebbe stata dura!).

Bibbiena sormontata dall’Appennino Centrale, sul quale si staglia il Carpegna. L’infame stiracchiata di zoom (e con la stabilizzazione lungi dal compensare il fiatone!) mostra il dettaglio in cui si allineano in verticale la Sacra Scogliera con il Simoncello, col Sasso di Simone leggermente occultato (prob. dal Monte della Zucca).

La Croce, pur non essendo per un soffio il top del massiccio, rimane pur sempre l’obiettivo più noto, ambito e frequentato. A giudicare da intensità e persistenza dei numerosi contrails, lassù doveva essere ben freddo! Nei quadranti nord si gode di ininterrotta vista dalle Apuane al Fumaiolo, con privilegiato primo piano sul tetto del Parco (per il Falco ci sono diversi articoli nevosi di Lorenzo e Simone, gli ultimi qui e qui) e la Giogana. Verso SW spuntano sopra il candido letto di foschia l’Amiata, Radicofani (con la sua inconfondibile silhouette alla “incontri ravvicinati”) e il Cetona.

Gianfranco assaggia un ghiacciolo della locale gelateria artigianale …

 

Le ultime foto tentano invano di rendere giustizia allo stupenda vista di Appennino Centrale che si sfila verso E-SE, dal Carpegna e giù fino a quel d’Abruzzo e oltre. Con una calda illuminazione del tramonto, radente e perpendicolare, dev’essere da sballo.

Un piccolo riassunto-guida:

 

cime

distanza (km)

azimut/bearing
(nord geo)

Falterona/Falco 24 10°
Fumaiolo 37 67°
Carpegna 57 73°
Sasso Simone 53 77°
dei Frati (Alpe Luna) 42 90°
Nerone 71 99°
Catria 88 104°
Sibillini 155 124°
GranSasso 200 130°

 

 

 Dopo indigestione di abbaglianti panorami e con lo stomaco che inizia a reclamare, è ora di scendere. Il silenzio viene turbato dal sommesso rimbombo dei granelli di neve, creati dai nostri passi e rotolanti sull’immacolato pendio. Strano fenomeno.

Dopo il rifocillo, una sgranchita di gambe sul CAI 32/A attorno a Quota, durante la quale è stato immancabile un “poco fa eravamo lassu!”.

 

Giusto due anni fa, la precedente missione percorreva il sinuoso crinale dal Pian dei Lavacchi (M. di Loro) al Pianellaccio, sfruttando medesime ideali condizioni meteo ma con fondo praticamente pulito (un’abbondante nevicata – documentata da Simone – sarebbe comunque avvenuta entro una settimana).

 

Saluti a tutti da Carlo Palazzini e Gianfranco Landini, ai quali si aggiunge per l’occasione la Guest Star Franco

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