Burraia, neve ieri e oggi

Alcune belle immagini di come era la situazione alla Burraia ieri 28 febbraio, con 100 – 130 cm di neve.
Ma in questo reportage non mi limiterò a mettere le foto di ieri: di qualche bella inquadratura infatti avevo trovato alcune immagini di come era la situazione in passato, così ho fatto anche alcuni scatti analoghi per poter vedere la differenza con i nostri giorni.

Iniziamo con una premessa importante.
Nella nostra provincia di Arezzo per Burraia si intende tutta la zona che va dal Passo della Calla al Monte Falterona, che comprende i vecchi impianti sciistici della Burraia e quelli attuali in funzione ai Fangacci del Monte Falco. Spesso per Burraia viene inteso esclusivamente l’attuale stazione sciistica ai Fangacci.
Ma in realtà La Burraia, è la zona dei prati appunto della Burraia dove c’è il Rifugio CAI Città di Forlì, sulle pendici del Monte Gabrendo, dove lo skilift della Burraia arrivava fin sulla vetta del Gabrendo a 1539 m.
Ecco, è di questa zona, della vera Burraia, che vi mostrerò le immagini.

La Burraia deve il nome all’ attività che vi si svolgeva nel ‘700 e ‘800, una vasta prateria utilizzata per il pascolo, in cui venivano prodotti latte, formaggi e burro.

Gli alberi della foresta venivano usati per il legname; che ci piaccia ho no, una volta la legna era una risorsa fondamentale e in parte lo è anche oggi.
A inizio anni ’50 (forse il progetto fu completato nel 1954), fu costruita la stazione sciistica dalla Burraia, con lo skilift che arrivava sulla cima di un quasi spoglio Monte Gabrendo (1539 m), qui la foresta era molto minore rispetto ad oggi, come vedrete in alcune foto di paragone.

La stazione sciistica della Burraia era conosciuta, ben pubblicizzata anche dalla nostra provincia di Arezzo. Non è un caso che anche al giorno d’oggi il nome Burraia è ancora noto, nonostante la chiusura della stazione sciistica sia avvenuta nel 1994, quindi oltre 20 anni fa.

Qui un bella locandina pubblicitaria degli anni ’60, a cura dell’Ente Provinciale per il Turismo di Arezzo.

locandina burraia monte gabrendo anni 60

Questo è il parcheggio che veniva usato per andare a sciare alla Burraia, in questa immagine a confronto con probabilmente la fine degli anni ’70.

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Dalla cima del Monte Gabrendo (1539 m) scendevano due piste da discesa. Accanto a una di queste nella zona dei prati, nel 1973 venne costruito il Rifugio CAI Città di Forlì (1437 m), l’edificio cerchiato in blu visibile nell’immagine sopra del parcheggio. Accanto al rifugio fu costruito anche in piccolo skilift che serviva un campo scuola. I resti di questo skilift sono stati tolti da diversi anni.

Qui un’ immagine a confronto del Rifugio CAI Città di Forlì, presumibilmente degli anni ’80.

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Al giorno d’oggi il Rifugio CAI Città di Forlì è custodito e aperto tutto l’anno, grazie agli esperti “montanari – rifugisti” Cristina Stucchi e Marco Nofri che si occupano della gestione in tutto e per tutto del rifugio. Il rifugio offre la possibilità di ristoro e pernottamento, anche a gruppi numerosi. La struttura infatti è grande, sono 44 i posti letto di cui dispone.
Il rifugio, ben visibile dai prati e accanto al sentiero principale CAI 00, è un punto di riferimento per tutti gli escursionisti che passano da questa zona.
Ricordiamo che al rifugio c’è anche una webcam, per i dettagli cliccate qui.

Per ulteriori interessanti curiosità sul rifugio cliccate qui.

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Vicino al Rifugio Città di Forlì, si trova il Rifugio della Burraia (1447 m), il primo rifugio della zona, costruito almeno in parte nel ‘700.

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Zona dei Prati della Burraia, circa 1470 m, verso la vetta del Monte Gabrendo.

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Da questa zona con buona visibilità si può vedere la riviera romagnola, il grattacielo di Cesenatico, con visibilità ottima fino alle montagne della Croazia.

Verso il Casentino, il fondovalle è quello di Pratovecchio – Stia, mentre il crinale sullo sfondo è il Pratomagno (1592 m).

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Il bel mix neve – calabrosa, qui il vento tira molto spesso, la calabrosa in qualche punto era davvero notevole, con spessori fino a 50 cm.

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Passiamo alla vetta del Monte Gabrendo, la vetta della Burraia, alla cui cima gli sciatori arrivavano con lo skilift.

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Sono presenti i tralicci, ormai in arrugginimento, di quello che era lo skilift; è un po’ desolante vederli così. A inizio anni 2000 c’era un progetto che prevedeva la rimozione di questi tralicci e il bonifico boschivo di questa zona. Il progetto si aggirava intorno agli 80 mila €, ma non fu mai messo in atto e dato che da allora tutti i costi sono aumentati, sicuramente al giorno d’oggi servirebbero oltre 100 mila €. Sicuramente quindi questi tralicci resteranno quassù ancora per diversi anni.
Difficile in futuro il ripristino di questo impianto di risalita, quindi il poter tornare a sciare alla Burraia, sia perché gli sforzi economici ormai sono rivolti maggiormente agli impianti di Fangacci – Monte Falco, sia perché adesso la zona è Parco Nazionale, quindi anche buttare giù un solo albero sarebbe un problema.

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Dalla vetta del Gabrendo, la vista verso i Prati della Burraia e il crinale del Monte Falco – Falterona. Sulla destra il Rifugio CAI Città di Forlì; la freccia blu indica l’arrivo dell’attuale skilift sul Monte Falco a quota 1630 m, dove c’è la nostra webcam. Le piste non si vedono perché sono sul versante opposto. Tutto il crinale segna il confine tra la nostra provincia di Arezzo e la provincia di Forlì – Cesena.  

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Dalla vetta del Monte Gabrendo, la vista verso il Rifugio della Burraia, in un’immagine di paragone con gli inizi degli anni ’50, forse del 1953. Alla faccia di chi crede che quassù la foresta nel corso degli anni è diminuita! La differenza è davvero notevole!

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La visuale verso i prati della Burraia, foto di inizio anni ’60.

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Il prossimo paragone probabilmente di metà anni ‘70, almeno a me, mette un po’ di tristezza, al pensiero che quassù una volta tanta gente ci veniva a divertirsi, mentre oggi è un luogo un po’ abbandonato, con i tralicci arrugginiti che ci ricordano la bellezza che c’era una volta. Cerchiato in blu il Rifugio CAI Città di Forlì, mentre il Rifugio La Burraia (freccia blu) nell’immagine attuale non si vede perché coperto dagli alberi.

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Infine, il Rifugio Chalet La Burraia, quota 1360 m, è il rifugio lungo la strada dal quale partiva lo skilift per la vetta del Gabrendo. Anche questo rifugio è aperto tutto l’anno.

Qui una foto di paragone degli anni ’60 del nostro amico collaboratore Carlo Brezzi. Oggi gli alberi sono molti di più.

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Qui la partenza dello skilift, immagine della seconda metà degli anni ’50; oggi se non si sapesse che il posto è proprio questo nessuno lo riconoscerebbe: la foresta, in gran parte piantata dall’uomo, ha ricoperto l’intera montagna.

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I resti della partenza dello skilift e accanto il Rifugio Chalet La Burraia.

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Anche se sciare alla Burraia probabilmente non sarà più possibile e resterà solo un ricordo nei tanti che hanno avuto modo di sciare sul pendio del Gabrendo, la speranza è che perlomeno i due rifugi, Chalet e Città di Forlì, restino aperti e siano di aiuto e gradimento per i turisti e escursionisti che frequentano questi luoghi immersi nella natura del Parco Nazionale.

 

Simone Paolucci

2 Comments
  • Andrea
    Posted at 16:30h, 06 Marzo

    Bellissimo e interessante reportage, Simone!
    E bellissimo anche vedere gli alberi e la foresta in genere, così in salute rispetto a 50 anni fa!
    ciao

  • Simo87
    Posted at 20:59h, 06 Marzo

    Si, anche se quei tralicci così abbandonati mettono anche tristezza e nostalgia, di un bel passato che fu e che non ritornerà più.

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