50° anniversario dell’alluvione dell’Arno

Ricorre il 4 novembre il 50° anniversario della storica alluvione dell’Arno del 1966, alluvione nota soprattutto perché fu allagata la città di Firenze. In quell’evento furono coinvolte gran parte delle zone di fondovalle lungo il Fiume Arno.
Di Firenze mi vorrei soffermare solo brevemente dopo, giusto per ricordare quel drammatico evento, essendo noi un sito locale di Arezzo mi soffermo prima e di più su quello che accadde nella nostra provincia. Di Firenze poi parleranno un po’ tutti in questi giorni.

Il motivo scatenante dell’esondazione dell’Arno fu ovviamente la pioggia, tanta pioggia. Una pioggia record tra il 3 e il 4 novembre per diverse zone del bacino dell’Arno, in alcune località si superarono o sfiorarono i 200 mm di pioggia caduta in 24 ore, valori record per le nostre zone. Basti pensare che alcune località hanno un pluviometro da 90 – 100 anni e la pioggia caduta in quell’evento rappresenta il record di pioggia caduta in 24 ore. Cliccando qui potete trovare alcuni dati sulle piogge avute in 24 ore, articolo che feci tempo fa.

Ma oltre alla tanta pioggia caduta tra il 3 e il 4 novembre si andarono a sommare altri due fattori.
Già nel mese di ottobre c’erano state molte piogge, specie nella parte finale del mese, il terreno quindi era già ampiamente bagnato. All’Eremo di Camaldoli (1111 m) per esempio tra il 24 ottobre e il 1 novembre caddero 168.6 mm.
Altro problema, che influì in maniera minore ma comunque influì, fu lo scioglimento di un po’ di neve che era presente nelle montagne. La sera del 31 ottobre arrivò aria fredda e fece alcuni cm di neve in montagna tra il 31 ottobre e la mattina del 3 novembre, con quota neve fin sui 900 m.
Ma proprio durante la giornata del 3 novembre la quota neve si alzò e alla sera le precipitazioni erano di pioggia anche sulle vette più alte. L’Eremo di Camaldoli (1111 m) il 4 novembre 1966 ebbe temperatura minima +5.4°c e massima +10.3°c.

Per Firenze poi non bisogna tenere conto delle piogge cadute in città, ma bisogna tenere conto dell’acqua caduta lungo tutto il bacino idrografico dell’Arno prima della città, bacino che comprende una vasta zona: dal Mugello, al Casentino alla Valdichiana e ovviamente al Valdarno. In Valdichiana per fortuna piovve poco, nella parte sud del bacino della Valdichiana fece meno di 25 mm, Cortona restò sotto ai 30 mm.
Ben diversa la situazione in altre zone: Badia Agnano segnò un valore spaventoso di 338.7 mm caduti in 24 ore, che poi diventarono 437.2 mm in 48 ore! Questo dato ci fa pensare che certamente si ebbero gravi allagamenti nella zona della Val d’Ambra.
Quello di 338.7 mm di pioggia caduta in 24 ore a Badia Agnano è anche il record assoluto di pioggia caduta in 24 ore nella nostra provincia di Arezzo!

Nella nostra provincia i problemi maggiori furono in Casentino, in alcuni paesi che erano (e sono tutt’ora) a ridosso del Fiume Arno e di altri torrenti. Nel pomeriggio del 3 novembre iniziarono le prime esondazioni. Molte zone accanto al Fiume Arno erano quasi prive di abitazioni, quindi ci furono esondazioni sui campi, ma nessun problema grave.

Qui un’immagine impressionante del fondovalle di Bibbiena come appariva la mattina del 4 novembre 1966.

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Particolarmente colpito fu il paese di Ponte a Poppi, che già a fine pomeriggio del 3 novembre fu inondato dallo straripamento del Torrente Roiesine, che a Ponte a Poppi confluisce in Arno. Poi nelle ore seguenti, in piena notte tra il 3 e il 4 novembre, si ebbe la rovinosa esondazione dell’Arno.

Qui un’immagine incredibile della mattina del 4 novembre 1966: la vista da Poppi verso Bibbiena, con il fondovalle completamente allagato. Immagine accoppiata ad un’altra (estiva) che mostra la vista sulla vallata al giorno d’oggi.

Qui un’immagine di Ponte a Poppi: la piazza principale del paese (Piazza Garibaldi), ad alluvione passata.

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Sotto vi consiglio la visione di questo eccezionale video “Eroi ritrovati – Casentino”, realizzato alcuni anni fa con testimonianze di alcuni Vigili del Fuoco di Pratovecchio che prestarono i soccorsi in zona e che poi andarono anche a Firenze. Nel video, con particolare riferimento a Ponte a Poppi, ci sono anche immagini e filmanti dell’epoca, in cui si vede la situazione disastrosa della zona.

A questo link, nel sito dei Vigili del Fuoco di Pratovecchio, ci sono alcune immagini presenti del video.
Un dicitura presente nel loro sito.
Nel comune di Poppi l’Arno esondò allagando gran parte della statale 70 che attraversa il centro del paese. Alcune foto del comune di Poppi ritraggono i Vigili del Fuoco Volontari di Pratovecchio, in aiuto della popolazione di Ponte a Poppi. In questa occasione Il comune di Poppi conferì al distaccamento di Pratovecchio un Attestato di Benemerenza con medaglia d’argento. Inoltre è bene ricordare che i Vigili del Fuoco di Pratovecchio, portarono la loro opera anche a Firenze.

Ringraziamo il Corpo dei Vigili del Fuoco di Pratovecchio per averci dato il permesso di inserire nel nostro sito le immagini presenti nel loro archivio; immagini veramente impressionanti !

Fiume Arno a Stia.

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Torrente Staggia a Stia.

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Tutta questa serie di immagini sotto sono della zona di Ponte a Poppi.

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Sotto alcune immagini della zona di Montevarchi.

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Le esondazioni dei corsi d’acqua in quei giorni di inizio novembre 1966 non riguardarono solo il bacino dell’Arno, ma anche altri fiumi in Toscana e nel resto d’Italia, anche se la data del 4 novembre 1966 viene ricordata soprattutto per l’alluvione di Firenze, di cui avrete modo di sentire molte notizie in giro.

Questa immagine, presente dell’archivio dell’annale idrologico di Pisa, mostra le piogge avute in 48 ore (ma la gran parte caddero in 24 ore). Piogge davvero abbondanti, molte zone superarono i 200 mm.
Vi metto due immagini: la prima è l’immagine che ho modificato con dei colori in cui si vede meglio i cumuli delle precipitazioni, la seconda è l’immagine originale presente in archivio.
In entrambe le immagini, cliccate sull’immagine per ingrandirla e vedere meglio!

Le scritte delle città ai lati della mappa non rappresentano le province, ma il compartimento di competenza, così come la mappa non rappresenta l’intera Toscana, ma il bacino di competenza del compartimento di Pisa.
Nell’immagine inoltre scrive “piogge del 4-5 novembre”, ma ad essere precisi sono le piogge avute tra circa le ore 9 del giorno 3 e le ore 9 del giorno 5. Questo perché i rilevamenti venivano fatti verso le ore 9 del mattino e veniva riportato quel dato di pioggia per il giorno corrente.

 

Un doveroso accenno anche per la città di Firenze. L’alluvione causò 35 morti nella provincia di Firenze. Prima di questa, l’ultima grande alluvione in città era avvenuta il 3 novembre 1844.

Qui vi propongo la visione di questo video del programma “La Storia Siamo Noi”, dove si racconta cosa accadde a Firenze in quel 4 novembre 1966 e nei giorni seguenti all’alluvione. Oltre ai racconti ci sono anche impressionanti foto e video dell’evento.

Sotto mostro solo alcune immagini di Firenze, immagini impressionanti di alcuni simboli della città invasi dalla piena dell’Arno.

Piazza Duomo.

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Ponte Vecchio.

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Basilica e Piazza Santa Croce.

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Firenze in una vista surreale da Piazzale Michelangelo. La gente, notate con l’ombrello segno che ancora pioveva, assiste a questo evento drammatico.

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Nei giorni seguenti numerose persone volontarie arrivarono a Firenze da fuori città e anche da fuori nazione, per dare una mano a recuperare il patrimonio storico e artistico della città, quelle che poi verranno ricordate con il nome di “Angeli del fango”.
Arrivarono anche persone importanti per dare una mano, dato la notorietà della città di Firenze. Questa immagine dei Vigili del Fuoco di Pratovecchio, scattata alla Biblioteca Nazionale di Firenze, ritrae i Vigili insieme al senatore americano Ted Kennedy, fratello del presidente americano John F. Kennedy.

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L’evento dell’alluvione di Firenze fu da spunto per una scena di un noto film del grande maestro del cinema Mario Monicelli: Amici Miei – Atto II° del 1982. Questo film fu anche uno degli ultimi del genere conosciuto come “Commedia all’italiana”, un tipo di commedia in cui venivano fatte battute comiche e ironiche su argomenti che invece sono drammatici. E questo video ne è un esempio.

Alcuni sostengono che l’alluvione di Firenze fu causata dall’apertura delle dighe di Levane e della Penna nel Valdrano, ma in realtà non è così. Nelle dighe in caso di piene non viene mai fatta defluire più acqua di quanta ne arrivi in entrata!

Chiudiamo questo nostro reportage con la domanda che molti si fanno: “un’alluvione a Firenze potrebbe ricapitare in futuro?” La risposta è si.
Al giorno d’oggi ci sono dei vantaggi rispetto ad allora, ma anche degli svantaggi.
Sebbene oggi siamo più preparati, grazie ai tanti dati in diretta dei pluviometri e idrometri possiamo vedere bene l’evolversi della situazione lungo il bacino dell’Arno, potremo fare ben poco nel caso dovesse ricapitare una situazione di piogge simile a quella che portò all’alluvione 50 anni fa. Con una quantità di pioggia simile non ci sarebbe pulizia o prevenzione che tenga, noi saremo solo degli spettatori.

Sotto un video sull’argomento del rischio alluvione a Firenze in futuro, video tratto dal TGR Toscana dello scorso 4 ottobre. La qualità del video è pessima, perché non trovando un link diretto ho filmato lo schermo del computer.

Insomma, bisogna sperare che non accadano mai precipitazioni forti e diffuse come quelle che portarono all’alluvione 50 anni fa.

 

Simone Paolucci

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