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Noi non abbiamo titolo di ritenere e men che meno sancire se i notevoli fenomeni di siccità e temperature appena vissuti siano o meno addebitabili, e in quale misura, alla condotta del genere homo-(poco)sapiens ma di sicuro una qualche correlazione ci dev’essere, almeno a giudicare certi inferni su scala locale – per ora un po’ lontani e circoscritti – sicuramente addebitabili a forme scellerate di citata condotta, con frequenti casi non solo di colpa ma addirittura di malvagia pianificazione.

Ad ogni modo, l’appena trascorsa esperienza estiva (diciamolo un local warming) dovrebbe almeno far riflettere e noi abbiamo semplicemente qui raccolto delle immagini (tutte relative a immediati dintorni aretini, spesso raggiungibili via GERDA o sue propaggini) che colgono alcuni degli aspetti più immediati e appariscenti di fenomeni che ci hanno recentemente interessato, includendo situazioni – queste sicuramente sì! – dovute da inequivocabile antropica idiozia e con conseguenze certe e immediate.

L’immagine di copertina è giusto per riprendere analogo soggetto, luogo e tema della foto di apertura di un articolo del 2011.

 

Acqua=vita, poca.acqua=?

Le vedute che seguono, salvo un paio di eccezioni, sono limitate a noti luoghi del lungarno aretino che ben si prestano ad una certa scenografia, ma la lettura è ovviamente sul relativo contenuto idrometrico.
Le cifre esatte della scarsità di precipitazioni, inclusa neve nella scorsa invernata, sono disponibili nei soliti report dei meteo-dotti del sito ma sicuramente più che da record, visti i trend, sono addirittura da angoscia!

Nota: l’immagine a destra è un po’ intrusa come soggetto (Tevere a Valsavignone) ma non come tematica…

Anche quest’ultimo è un intruso e stretto parente di quello sopra… ricordate questo articolo (purtoppo ormai una costante)?

 

 

Over 40

… e non di età, ma di centigrada temperatura. Se ben rammentiamo, Arezzo (e non solo) ha collezionato più giorni filati sui 42°C oltreché mesi ininterrotti con temperature sempre sopra la media (qui i dettagli). E nel contesto di cui sopra. Col risultato che già ai primi di agosto molta natura vegetale gettava la spugna e chiudeva anzitempo bottega. Per non dire del mondo animale, insetti, ovipari o mammiferi che siano. Ogni sera, la spasmodica attesa del tramonto per sperare di poter tornare a respirare, almeno sperare…

 

 

Barbarie

Le solite, tristi ma incredibilmente frequenti visioni di imbecillità. Necessario un commento a parte per il “relitto”. Noi amiamo e siamo fieri di una sana e divertente iniziativa locale, ricca di inventiva, di colore, di satira, di genuino divertimento e di spettacolari peripezie ben più di un altrimenti diffuso e meschino agonismo. Un vero happening, ormai nel calendario dei must. Ma non può finire così, con plastiche e schiumati poliuretanici che se ne vanno a zonzo, polverizzandosi, e che prima o poi entreranno sicuramente nel ciclo alimentare animale, compreso quello dell’eretto-dominante… Quale esempio per i tanti giovanissimi che seguono lo spassoso evento?

 

 

Piro-criminalità

Appiccare dolosamente fuoco a scopo distruttivo nel contesto in questione è ovviamente grave atto delittuoso, lasciamo stare i vaneggiamenti della legislazione nazionale e relativa interpretazione-applicazione che va a cercare il pelo-giuridico nell’uovo-glabro. Se l’evento è doloso e magari premeditato, come si può invocare la colpa se poi qualcuno si fa la bua? Con l’imprevedibilità delle conseguenze? Con l’infermità mentale? Basterebbe applicare degnamente il 423CP senza troppo brainwanking, come direbbero altrove…
Ma è anche vero che, in fondo, è la certezza della pena il vero deterrente, più che la sua entità, ma manco questa risorsa ci è concessa… E anche gli eventi realmente accidentali e non intenzionali sono spesso innescati da patentata stupidità.

 

 

Ma ora torniamo al discorso di apertura. E’ giusto di questi giorni l’unanime sentenza del mondo scientifico mondiale sul fatto che nell’ultimo secolo la temperatura media globale è aumentata almeno di un grado, che gli ultimi anni sono quelli più caldi mai registrati (dal 1880, anno di inizio analisi accurate) e che la causa è praticamente quasi tutta antropica.
Ogni previsione a medio o lungo termine, su un sistema così complesso (ricordate il battito d’ali della farfalla ecc.?), è sempre azzardata o può venire tacciata di esserlo. Per l’immediato, ahinoi, non è certo azzardo ritenere che se il prossimo inverno non ci copre di neve e niente-niente segue un’altra primavera secca, nel 2018 potremmo fare esperienza di un significativo regresso di qualità di vita… Ma ci sarà sempre qualcuno che riterrà più drammatica l’esclusione dai mondiali…

 

Saluti da Carlo e Gianfranco

 

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