Pratomagno e il new look, in ocra o biancoblu

Pratomagno e il new look, in ocra o biancoblu

L’attrazione di un Pratomagno imbiancato, anche giusto per pisticchiare un po’ di neve senza imbarcarsi in viaggi spesso non compatibili con le incombenze socialfamiliari, è sicuramente comune esperienza di circondario. Stavolta però c’era anche un’altra motivazione di stagione: il cocuzzolo apicale de-antennizzato al suo primo inverno.

E così, tanto per fare scena e contrasto di colori (qualcuno direbbe: per allungare un brodo altrimenti un po’ striminzito), a scatti di contesto abbiamo qua e là abbinate immagini risalenti alla precedente fornace estiva e, particolare contingente, giusto qualche giorno a valle della tanto sospirata rimozione di ferraglie.

 

In entrambe le foto sopra, lo sfondo centrale è costituito dal noto tetto, con adiacenti varco della Calla e crinale di Giogana a destra, spiovente verso la Val di Sieve a sinistra. Nella fattispecie invernale, sopra le nostre teste abbiamo un piatto e cupo nuvolone bluastro (tipo arrivo di mega-astronave aliena in stile hollywoodiano), cosa che anche segnerà visibilmente le foto, in forte contrasto col limpido sereno a nord dell’appennino che praticamente permette di percepire pure le Alpi aldilà dell’assolata Pianura Padana. Certo, per scene policrome sature abbiamo avuto occasioni migliori, come ad esempio questa, ma tutto fa brodo.

 

Nel frangente estivo (quello ocra), lungo la risalita delle Portacce, ci piace ricordare un incontro ravvicinato di tipo ungulato scrofoide in taglia XL, che dopo aver scrutato a lungo Gianfranco (casualmente il più vicino) se n’è poi lentamente tornato giù per il declivio. Lo strano è che nel momento, anziché magari provvedere a proprie incolumità non-si-sa-mai-di-che-umore-è, l’unico pensiero che ci sovveniva riguardava le penose conseguenze dell’assurda estate sulla fauna selvatica.

 

Con decorso maturato amministrativamente l’anno precedente e con il consenso dell’elusivo proprietario, nel riarso luglio 2017 un trattore finalmente abbatte il terrazzone di antenne RAI, da tempo ormai solo ferraglia all’apice del massiccio, assieme alle altre inerenti strutture ampiamente derelitte e civilmente offensive anche senza buonsenso paesaggistico. Rimane in piedi solo l’edificio di servizio, che, preso in gestione dalla Regione, dovrebbe diventare sede di attrezzature di rilevazione radar di meteo-precipitazioni ad ampio raggio. Per adesso, diciamo che funge da rifugio d’emergenza.

Pur con i consueti tempi italici, un significativo e sospirato traguardo è stato finalmente raggiunto.
E lo skyline ne ha goduto.

Nelle immagini estive-ocra, il sito apicale, ovvero l’area del Cippo Hinkler, appena ripulito e risistemato, abbinate a simili inquadrature alle prime imbiancate del successivo inverno.

 

Ora, a parte l’esile antenna rimasta in area Pianellaccio, probabilmente dedicata a servizi territoriali e di emergenza, la Croce torna a essere incontrastato landmark visuale di queste sommità, com’era al tempo della sua erezione.

 

Un brevissimo riassunto degli antefatti. A Raggiolo, novembre 2015 ovvero subito a valle dei più significativi eventi legati alla Croce e Bert Hinkler (e ArezzoMeteo, sul reportage d’argomento, non teme rivali), negli accoglienti ambienti dell’Ecomuseo della Castagna, nel cuore del lindo caseggiato aggrappolato sulle pendici del massiccio, si tiene il primo significativo meeting su tutela e valorizzazione del Pratomagno attraverso l’adozione da parte degli enti locali, delle associazioni, delle pro loco, degli operatori economici nonché semplici appassionati di una serie di criteri, indirizzi, finalità, sinergie ed obiettivi comuni raccolti nel documento battezzato Carta dei Valori. Seguiranno altri incontri di collegiale finalizzazione tenutisi in entrambi i lati del massiccio e la Carta verrà ufficialmente deliberata, presentata e adottata nel maggio 2016 nel simposio a Loro Ciuffenna.

Giusto per farla breve secondo le mode correnti di executive summary, si veda la sua sintesi come riportata nel poster di iniziative estive 2016 nel Pratomagno, che tra l’altro programmava anche quell’ascesa notturna di cui qui trovate il report con già inclusi richiami e link alla Carta stessa.

 

 

La Carta ha voluto quindi risvegliare l’attenzione su questo massiccio non solo attraverso le iniziali iniziative estive ma successivamente anche con palesi e concreti azioni di cui la deant, che già ristagnava da anni, è l’ultimo palese frutto di questa sinergia/coesione.
Il 2018 sarà quindi il primo anno completo di un crinale paesaggisticamente più consono, giusto in tempo per le celebrazioni del novantesimo compleanno della Croce. E speriamo che sia meno ocra e più simile al verde di quell’evento che probabilmente, assieme all’innesco del rinnovo della Croce, non fu estraneo al successivo evolversi delle cose.

 

 

saluti da Carlo e Gianfranco
con contributi di Davide

 

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