Ultima neve sul Monte Falco

Ultima neve sul Monte Falco

Un inverno quello passato che sarà certamente da ricordare per la tanta neve avuta sul Monte Falco (1658 m) e Falterona (1654 m), le montagne più alte della nostra provincia e dell’Appennino tosco-romagnolo.
Neve invernale che è arrivata fino a giugno, come era prevedibile 2 mesi fa; ad inizio aprile infatti c’erano ancora circa 3 metri di neve sulle vette.

Che le ultime tracce di neve arrivino a inizio giugno non è un evento rarissimo, successe ad esempio con certezza nel 2013, 2010 e nel 2005. Nel 2006 invece non solo le ultime tracce di neve arrivarono a inizio giugno, ma tra il 2 e il 3 giugno si ebbe anche una nevicata con accumulo, ben 5-10 cm di neve furono accumulati sulle vette oltre i 1600 m.

Peccato per il gran caldo avuto negli ultimi 2 mesi, è probabile che se in aprile, maggio e diciamo anche giugno, le temperature fossero state in linea con le medie, le ultime tracce di neve sarebbero rimaste fino a inizio luglio, come è avvenuto alcune rare volte in passato (non in tempi recenti), ad esempio nel 1980.
Bene comunque per l’inverno nevoso (in quota): non solo è stato un ottimo inverno per la stagione turistica invernale, ma la neve fa anche da riserva idrica; lo scorso anno a inizio giugno c’era già la siccità che incombeva, dato che la neve invernale era stata scarsa anche in alta montagna (sopra i 1500 m).

Veniamo alle immagini di sabato 2 giugno, dove si vedono bene alcuni degli ammassi di neve che ancora c’erano, ovviamente in punti riparati dal sole; neve in parte ricoperta dalle foglie e dai detriti delle piante.

Una vista sulla valle del Casentino dal Rifugio Militare (1570 m), fino a vedere sulla sinistra la zona di Arezzo con il Monte Lignano (836 m).

Un’immagine della vetta del Monte Falco (1658 m).

La fonte “Sodo dei Conti”, posta a quota 1600 m è la fonte più alta di quota di tutto l’Appennino tosco-romagnolo. Si trova sul versante romagnolo di NE del Monte Falco, lungo il sentiero della Pista del Lupo. Da questa fonte nasce il fosso del Satanasso, il ramo iniziale del torrente Bidente delle Celle.

Infine un paio di cumuli nevosi rimasti lungo il tracciato della pista rossa.

Notevole questo ultimo ammasso a quota di soli 1510 m, poco sopra il Rifugio la Capanna (1488 m). E’ di questo ammasso nevoso anche la foto ad inizio articolo.

Simone Paolucci

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