90 anni fa, la storica ondata di gelo e neve del febbraio 1929

Avevamo già pubblicato anni fa un resoconto con alcuni dati sulla storica ondata di gelo e freddo del febbraio 1929, ma era doveroso approfondire quell’articolo con ulteriori dati e curiosità in occasione del 90° anniversario di quello storico evento, un evento gelido e nevoso epocale, forse il più intenso di tutto il XX secolo.
L’ondata di gelo e neve infatti colpì l’Italia e gran parte d’Europa, tanto da essere stata definita “nevicata del secolo”.

Sebbene la tecnologia per la misura delle temperature a quel tempo era differente dalle stazioni meteo di cui si dispone oggi e il numero dei rilevamenti era molto minore, ci sono ugualmente dei dati ufficiali di temperatura e neve che testimoniano quell’evento storico.

Una prima forte ondata di freddo arrivò in Italia all’inizio del mese di febbraio, ma con precipitazioni quasi nulle per le nostre zone. Dopo giorni di freddo, richiami di aria più mite da ovest portarono grosse nevicate, in particolare tra il giorno 11 e il giorno 14 febbraio.

Questo storico evento del febbraio 1929 è stato anche citato nel celebre film “Amarcord” diretto da Federico Fellini nel 1973, scena ambientata a Rimini dove appunto l’evento sarà ricordato come “l’anno del nevone”.

Le mappe di reanalisi presenti sull’importante archivio di Wetterzentrale mostrano per quei giorni configurazioni che al giorno d’oggi potrebbero essere solo fantascienza, degne di un film meteo catastrofico. Dalle mappe si capisce bene l’imponenza di questo evento storico del febbraio 1929, che coinvolse non solo l’Italia ma gran parte d’Europa, con la “bolla gelida” della -30/-35 a 850 hPa “a spasso” per il continente europeo.

Qui un simpatico video che ho fatto mettendo in successione molte mappa a 850 hPa.

In rete si trovano dati bizzarri di località con metrate di neve, dati che come avviene puntualmente a ogni nevicata anche al giorno d’oggi sono enormemente superiori rispetto ai valori ufficiali. Noi di Arezzometeo invece guardiamo i dati ufficiali, come è giusto che sia perché è così che deve essere, se ognuno sparasse dati a caso ci sarebbe solo confusione e falsità. In meteorologia e climatologia bisogna guardare i dati realmente registrati e per le nevicate non è tenuto conto degli accumuli eolici ma degli accumuli uniformi.

Ecco qui alcuni dati ufficiali dell’altezza neve raggiunta in alcune località della nostra provincia e zone vicine.

San Benedetto in Alpe (FC) (503 m) 130 cm
Pratieghi (863 m – Badia Tedalda) 106 cm
Passo della Cosnuma (1040 m) 102 cm
Montecoronaro (FC) (900 – Verghereto) 100 cm
Montemignaio (730 m) 93 cm
Santa Sofia (FC) (257 m) 85 cm
Gualdo (900 m – Consuma) 80 cm
Badia Prataglia (843 m) 77 cm
Bagno di Romagna (FC) (495 m) 70 cm
Campigna (FC) (1068 m) 64 cm
Vallucciole (780 m) 60 cm
Sansepolcro (330 cm) 50 cm
Toppole (458 m – Anghiari) 50 cm
Eremo di Camaldoli (1111 m) 49 cm
Vicchio (FI) (203 m) 48 cm
Petrelle (PG) (293 m) 45 cm
Anghiari (429 m) 43 cm
Città di Castello (PG) (288 m) 40 cm

Impressionante dato di 250 cm di neve raggiunti a Treppio, località a quota di soli 710 m nel comune di Pistoia.

Notevole la neve avuta anche in Romagna fin sulla costa, come testimonia ad esempio il dato di Cesenatico con l’accumulo di ben 80 cm di neve.

Epocale la neve avuta in alcune zone dell’Appennino umbro – marchigiano: al paese di Bolognola a quota 1070 m sui Sibillini ad esempio la neve arrivò a 280 cm e nella località di Forcella a quota 952 m la neve arrivò a un accumulo massimo di ben 313 cm! Anche questi sono dati ufficiali.

Per quanto riguarda la Toscana, non ci sono dati ufficiali sulla neve avuta nelle città, ma in linea generale possiamo dire che si ebbero 10 – 40 cm di neve nelle città di Arezzo, Siena, Firenze, Grosseto, Prato, Pistoia, Pisa, Livorno, Massa – Carrara e la neve imbiancò fin sulla costa. L’intera Toscana, perfino la costa dalla Versilia alla Maremma, fu completamente imbiancata, con accumuli anche abbondanti.

Per quanto riguarda le temperature, i dati ufficiali disponibili sono pochi, c’erano molte meno stazioni meteorologiche rispetto al giorno d’oggi.
Queste le temperature minime più basse avute nella nostra provincia e zone vicine.

Passo del Muraglione (FI) (911 m) -22.0°c
Città di Castello (PG) (245 m) -21.1°c
Castiglione del Lago (PG) (304 m) -18.0°c (2 volte)
Eremo di Camaldoli (1111 m) -17.0°c
Verghereto (FC) (812 m) -16.7°c
Sansepolcro (330 m) -14.0°c
Vallombrosa (FI) (955 m) -13.0°c
Arezzo (San Fabiano – 277 m) -11.8°c

Alcuni dati sulle temperature minime più basse avute in alcune località della Toscana, dati come gli altri che sono ufficiali di stazioni meteorologiche presenti all’epoca.

Abetone (PT) (1340 m) -21.0°c (3 volte); da segnalare anche una massima di ben -19.0°c
Firenzuola (FI) (422 m) -20.2°c
Berignone (PI) (245 m) -13.8°c
Maresca (PT) (1043 m) -13.4°c
Pistoia (65 m) -13.0°c
Castelmartini Larciano (PT) (23 m) -12.0°c
Roccatederighi (GR) (537 m) -12.0°c
Volterra (PI) (536 m) -11.8°c
Castel del Piano (GR) (639 m) -11.2°c
Pienza (SI) (499 m) -10.8°c
Pisa (6 m) -10.7°c
Firenze (50 m) -10.3°c
Siena (348 m) -10.0°c
Livorno (3 m) -6.6°c

Foto eccezionali, potremo dire da “albo d’oro”, furono fatte a Pisa (di cui è anche l’immagine a inizio articolo), non solo con la città ben innevata ma con il Fiume Arno completamente ghiacciato! Un evento unico epocale che mai più si è verificato di queste dimensioni, neanche il febbraio 1956 e il gennaio 1985 arrivarono a tanto.

Situazioni simili surreali si verificarono un po’ su tutta l’Italia.

Così si presentava il Fiume Po’.

Anche a Venezia lo scenario era degno della Lapponia, con la laguna che gelò completamente.

Questa la situazione a Chioggia.

Così a Bologna, dove la neve arrivò a 80 cm.

La neve imbiancò abbondantemente anche il ponente ligure fin sulla costa, questa era la situazione a Sanremo.

Neve che imbiancò da Sanremo a Palermo, 5 cm di neve avuti a Palermo, rilevamento a quota 10 m, il giorno 3 febbraio. Questo del febbraio 1929 per l’Italia e l’Europa fu un evento che resterà nella storia.

 

Simone Paolucci

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