Possibile nuova fase fredda sulla nostra penisola

Torna l’inverno? Nevicherà in pianura in Emilia? Ci saranno gelate distruttive? Oppure grandinate rompiscatole? Nei prossimi giorni ne leggeremo di cotte e di crude, specie nei famosi portali di meteo gossip. Noi invece preferiamo fermarci a venerdì sera / prime ore di sabato (vedi fig 1). L’anticiclone delle Azzorre è visto salire per paralleli fin verso le latitudini artiche. Nel contempo, come spesso accade con questa mossa, una saccatura scenderà verso sud accompagnata da aria artico-marittima, molto fredda (ovviamente in relazione alla stagione e al periodo in essere) e per venerdì sera sarà alle porte della nostra penisola (a nord dell’arco Alpino).
Questa dinamica è quasi certa, almeno fino a questo punto. Da qui in avanti entreranno in gioco tutte le variabili e incertezze del caso, come SEMPRE avviene con le discese meridiane di aria fredda che puntano la nostra penisola.
1° ostacolo: le Alpi, che non è certo una variabile indifferente. La saccatura entra più ad ovest (Rodano), impatta invece in pieno sulle Alpi? Viene deviata verso est?
2° ostacolo: l’alta pressione. Se ne starà ben ad ovest oppure sul “più bello” spancia e mette il suo “naso” a nord delle Alpi facendo deviare il flusso verso i Balcani?
3° ostacolo: la complessità orografica della nostra nazione con la difficoltà dei modelli nell’inquadrare la nascita e sviluppo di eventuali depressioni al suolo.
Per tutte queste ragioni per il momento nessuno può entrare nei dettagli di questo nuovo peggioramento del tempo a meno che non voglia giocare a dadi per poi rischiare pessime figure.
Come si evince dal diagramma ENS su base GFS (puntato sui settori Appenninici Nord Orientali dove il raffreddamento potrà essere più marcato insieme a precipitazioni più probabili), il calo termico sarà molto probabile quindi possiamo confermare a grandi linee il passo indietro deciso della stagione primaverile (almeno per qualche giorno). La dinamica circolatoria ha delle caratteristiche invernali.
Quello che secondo noi deve però far preoccupare (specie gli agricoltori) non è tanto l’avvezione di aria artico marittima con possibili nevicate a quote inconsuete per la stagione ma la successiva possibile stabilizzazione del tempo: nottate serene con aria secca e calma di vento successive all’avvezione potrebbero significare gelate tardive sulle aree interne e sulle conche Appenniniche (fig 2) con pesanti danni ad alberi da frutto, viti e ortaggi.
Per i dettagli di questa fase del tempo vi rimandiamo ai prossimi articoli.
Nardi Alessandro.

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