Due chiacchere al “barre”. Speciale caldo

Nasce una nuova rubrica, (due chiacchere al bar) o “barre” in aretino. Sarà dedicata per una leggera didattica meteo con confronti e curiosità di facile lettura. Cercheremo di fare questi dialoghi con personaggi inventati in modo continuativo. Ovviamente il tutto è subordinato al nostro tempo. BUONA LETTURA E BUON DIVERTIMENTO.

 

☕ Due chiacchiere al bar… di meteo (speciale caldo)

Lupente: Mi chi c’e! Oh bischero… che caldo era stanotte!

Gino: Eh sì… io ho dormito con l’aria condizionata accesa tutta la notte.

Lupente: Ma va’ in culo! Io un ce l’ho!

Gino: Io senza un ce la fo. Sto tutto il giorno in cantiere sotto il sole. Se la notte un dormo, il giorno dopo so morto.

Lupente: Guarda, io invece sto in fabbrica. Dentro pare d’esse in un forno (….cane). Poi esci alle dieci di sera e ci sono ancora quasi trenta gradi…

Gino: Ieri alle dieci sembrava fossero le cinque del pomeriggio (….lupo).

Lupente: È quello che mi fa impressione. Una volta dopo cena mettevi una felpa. Ora esci e ti sembra d’aprire il forno di casa.

Gino: E ogni anno c’è sempre quella settimana che dici: “Peggio di così un po’ esse…”

Lupente: …e invece l’anno dopo ci risiamo.

Gino: Tanto ormai il danno c’è… che ci vuoi fa’, ma pù l’è visto le cazzate che scriveno su fecebooke?

(Dal tavolino accanto si gira uno che aveva ascoltato tutto in silenzio. È ArezzoMeteo, vuole intervenire.)

ArezzoMeteo: Posso dì una cosa?

Lupente: Mi se’ de arezzometeo? Piove domani, quand’e che finisce sto caldo? Oh, vai chiacchera sù… tanto peggio di così…

ArezzoMeteo: Vi capisco. Quella di ieri è stata davvero una serata eccezionale per Arezzo. Alle dieci eravamo ancora vicini ai 29 gradi, e con l’umidità sembravano anche di più con il passare delle ore. È normale che vi sia sembrato insopportabile. Sapete perché ieri sera sembrava di stare in un forno? Perché quando il terreno e i palazzi accumulano calore durante il giorno, lo rilasciano lentamente durante la notte. È quello che chiamiamo “isola di calore urbana”. Per questo in città le notti sono spesso molto più pesanti rispetto alla campagna.

Gino: E allora siamo diventati come il Texas?

ArezzoMeteo: Calma… per qualche giorno sì, ci assomigliamo. Ma c’è una bella differenza.

Lupente: Quale?

ArezzoMeteo: A Dallas, in Texas, una giornata con 40 gradi non fa notizia. La massima media, MEDIA MIRACCOMANDO, di luglio è circa 36 gradi e spesso stanno sopra i 40 per diversi giorni di fila. E la notte? A volte restano a 30 gradi anche alle tre del mattino, tanto per farvi capire che ci sono realtà peggiori della nostra eh, non per minimizzare il caldo che abbiamo ma almeno provo a darvi coraggio .

Gino: No… davvero?

ArezzoMeteo: Eccome. Qui quando arrivano 38-39 gradi diciamo “che ondata di caldo!”. Lì può essere la normalità per una settimana intera, anche più.

Lupente: Insomma… ci possiamo ancora considerare fortunati?

ArezzoMeteo: Diciamo così: ieri sera era dura davvero. Ma se domani mattina vi svegliaste a Dallas… probabilmente dopo due giorni rimpiangereste anche le notti di Arezzo. Il caldo c’è sempre stato, ma negli ultimi anni le ondate intense e le notti tropicali stanno diventando più frequenti. Non significa che saremo il Texas, ma che dobbiamo imparare a convivere con estati sempre più impegnative.»

Lupente: «Insomma… il meteo un è solo guardà se piove domani.»

ArezzoMeteo: «Esatto. Il meteo è capire il mondo che cambia intorno a noi.»

Gino: Allora quasi quasi oggi il caffè te lo offro io…

Lupente: Sì… però l’aria condizionata a casa mia la paghi te!

ArezzoMeteo: Quella purtroppo non rientra nelle previsioni… 😄