Gennaio 2023

Il cielo di gennaio 2023

Gennaio 2023

Il cielo di gennaio 2019

Cielo notte del 15 gennaio 2023 da Arezzo

Il 2022 è stato un anno molto difficile ma anche ricco di bellissimi eventi astronomici come l’eclissi lunare del 16 maggio e l’eclissi parziale di Sole del 25 ottobre. Il 2022 sarà anche ricordato per le missioni spaziali che hanno portato l’umanità ancora più avanti nello studio ed esplorazione dell’universo. Il telescopio spaziale James Webb, erede del telescopio Hubble, è stato lanciato esattamente 1 anno fa.  Ricordo ancora l’emozione dell’arrivo delle prime foto il 12 luglio 2022, l’inizio di una nuova era per la ricerca e studio dell’origine dell’universo. Dopo 50 anni dall’ultima missione umana nella Luna (Apollo 17 nel dicembre 1972) la missione Artemis I ha avviato ufficialmente il percorso che nel giro di qualche anno riporterà l’uomo sulla Luna. Partita da Cape Canaveral il 16 novembre 2022 ed ammarata nell’Oceano Pacifico il 11 dicembre 2022, Artemis I è stata una missione dimostrativa di test senza equipaggio umano, il primo passo fondamentale verso il ritorno dell’uomo sulla Luna prima, la costruzione della stazione spaziale lunare poi ed infine le future missioni verso Marte.

Il 2022, prima di andarsene, ci ha lasciato un fantastico regalo: una cometa che promette di regalare uno spettacolo bellissimo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Scoperta il 2 marzo del 2022 la cometa C/2022 E3 ZTF è una cometa proveniente dalla nube di Oort e proprio in questi giorni si sta dirigendo verso il Sole. Raggiungerà il perielio il 12 gennaio per poi avvicinarsi alla terra e raggiungere in perigeo il 1° febbraio passando a 0.28 UA dalla Terra (42 milioni di km). Come dimostra la foto sotto scattata dall’Austria il 28 dicembre scorso, la cometa è già visibile nel cielo del mattino e presenta 2 code: una lunga e sottile coda di ioni formata da gas generati dal vento solare e posizionata in direzione opposta al Sole, ed una coda di polveri diffusa e più densa generata dalla sublimazione della cometa e posizionata dalla parte opposta della direzione del movimento della cometa.

Cometa ZTF ripresa da Michael Jaeger di Martinsberg, in Austria, il 18 dicembre 2022 Credits: @Michael Jaeger

Dal 17 gennaio al 5 febbraio la declinazione sarà talmente elevata che la cometa diventerà circumpolare per le latitudini italiane; pertanto, sarà sempre visibile in cielo durante tutta la notte. Sappiamo bene che le comete sono oggetti “capricciosi” ma a partire dal 24 gennaio C/2022 E3 ZTF dovrebbe essere visibile a occhio nudo, o meglio con un piccolo binocolo. Nella prima parte della sera la cometa sarà visibile a nord-est in prossimità della costellazione dell’Orsa Minore.

Veniamo al cielo di gennaio. Dopo il solstizio d’Inverno, il Sole ha iniziato la risalita in declinazione aumentando le ore di luce. Si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 20 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno. La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall’inizio del mese. Il 4 gennaio alle ore 7.00 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.104.813 km. Trovarsi nel punto più vicino al Sole durante la stagione fredda sembra un paradosso, ma l’alternanza delle stagioni è dovuta all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre e quindi all’inclinazione con cui i raggi del sole colpiscono la superficie terrestre. È proprio in questo periodo che nell’emisfero boreale i raggi del Sole hanno la minima inclinazione, vanificando il beneficio del 7% di maggior luminosità del Sole dovuto alla minor distanza.

Mercurio dopo la congiunzione con il Sole del 7 gennaio, riappare al mattino nella seconda parte del mese raggiungendo la miglior visibilità ad est nel crepuscolo del mattino del giorno 24. Con il passare dei giorni migliora la visibilità di Venere, che allontanandosi dal Sole rimarrà sempre più visibile la sera dopo il tramonto. Marte rimane visibile per buona parte della notte verso sud, mentre la visibilità di Giove e Saturno è sempre più ridotta e limitata alle prime ore della sera.

In questo periodo dell’anno il cielo consente di spaziare dalle costellazioni autunnali più orientali (come i Pesci, il grande Pegaso o la più debole Balena), ancora visibili in prima serata verso ovest, fino alle regioni ricche di nebulose, ammassi e stelle splendenti tipiche del cielo invernale, per terminare, nella seconda parte della notte, con le prime avvisaglie della grande concentrazione di galassie del cielo primaverile, della Vergine e del Leone.

Sono proprio le costellazioni invernali ancora le protagoniste, ben visibili anche da cieli cittadini, dominando il cielo con campi stellati molto luminosi ed ampie nebulosità.

A metà mese volgendo lo sguardo verso sud troviamo alta in cielo la costellazione dei Gemelli, riconoscibile appunto da 2 stelle vicine luminose, Castore e Polluce. Proseguendo verso ovest, nel piano dell’eclittica, troviamo le costellazioni zodiacali del Toro con la gigante arancione Aldebaran, e l’ammasso aperto delle Pleiadi, seguita dalla piccola costellazione dell’Ariete e dalla debole costellazione dei Pesci prossima all’orizzonte.

Ma il vero protagonista è la costellazione del cacciatore Orione accompagnato dal Cane Maggiore, con la brillante Sirio, la stella più luminosa del cielo, e dal Cane Minore, riconoscibile grazie alla luminosa Procione, insieme in una battuta di caccia “mitologica” alla Lepre, debole costellazione ai piedi di Orione.

Betelgeuse, con Sirio e Procione, forma l’asterismo del Triangolo Invernale che ci accompagnerà fino alla primavera.

Volgendo lo sguardo verso Ovest, sotto l’Auriga troviamo l’eroe cacciatore di mostri Perseo e sempre più bassa verso l’orizzonte la costellazione di Andromeda, principessa di Etiopia, figlia della regina Cassiopea, costellazione tra le più note del cielo e facilmente riconoscibile grazie alla forma di W e del re Cefeo, la cui costellazione ha la forma di una casetta inclinata.

Verso Est infine già a metà gennaio iniziano ad essere ben visibili le prime costellazioni primaverili, preannuncio dell’avvicinarsi della nuova stagione. Ormai alta in cielo troviamo la costellazione del Leone, seguita, verso l’orizzonte, dalla costellazione della Vergine. Completa lo scenario la costellazione del Boote, bassa sull’orizzonte est ma ben riconoscibile dalla luminosa stella Arturo, gigante rossa con luminosità di 113 volte superiore a quella del Sole e quarta stella più brillante del cielo notturno osservabile.

IL CALENDARIO COSMICO

Come tutti gli inizio di anno è il momento di inaugurare un nuovo calendario. Il calendario che vogliamo presentare non è nuovo ma è molto particolare. Presentiamo il calendario cosmico.

Ideato dal grande astronomo e divulgatore Carl Sagan e perfettamente presentata nella serie di documentari Cosmos Odissea nello Spazio, il calendario cosmico riassume la vita dell’universo in un anno solare, aiutandoci a rapportare gli enormi tempi cosmici con l’unità di misura del tempo a noi più nota.

“Immaginiamo di comprimere l’intera età dell’universo in un solo anno. Il Big Bang è avvenuto a mezzanotte del 1° gennaio, e ora siamo a mezzanotte del 1° gennaio successivo. Tutta la storia cosmica contenuta in un calendario. Mantenendo le proporzioni, tu e io siamo nati meno di un decimo di secondo fa, alle 23:59 e 59 secondi del 31 dicembre.

23:59 – L’ULTIMO MINUTO

La storia moderna inizia circa un secondo fa. Colombo arriva in America 1,2 secondi fa. Cristo è nato meno di 5 secondi fa. Gli Egizi costruiscono le piramidi 12 secondi fa, le prime testimonianze scritte risalgono a 13 secondi fa. L’età del bronzo comincia 14 secondi fa, l’agricoltura è una conquista vecchia di 28 secondi. Il più antico insediamento umano noto risale a poco meno di un minuto fa.

31 DICEMBRE – L’ULTIMO GIORNO

L’uomo di Neanderthal si estingue un minuto e mezzo fa. Era comparso appena 8 minuti prima. Homo sapiens fa la sua comparsa alle 23:48. Il controllo del fuoco arriva alle 23:44. La stazione eretta viene conquistata all’ora di cena, alle 21:25. Il genere Homo compare poco prima, gli ominidi dopo pranzo e le prime scimmie antropomorfe verso le 6 del mattino.

DICEMBRE – L’ULTIMO MESE

Alle 6:24 del 30 dicembre i dinosauri si estinguono. Erano comparsi il giorno di Natale. La Pangea si forma il giorno della vigilia. I rettili arrivano il 23 dicembre, gli anfibi il giorno prima. Le piante si insediano sulle terre emerse tra il 19 e il 20 dicembre. Gli artropodi fanno la loro comparsa il 14. I primi animali arrivano il 7 dicembre, gli organismi pluricellulari il 5.

GLI ULTIMI QUATTRO MESI

Gli organismi eucarioti compaiono il 9 novembre. L’atmosfera viene ossigenata dalla vegetazione il 29 ottobre, ma la fotosintesi era cominciata già un mese prima, il 30 settembre. Il miracolo della vita sulla Terra comincia qualche giorno prima, il 21 settembre. Alle 4:57 del 2 settembre l’onda d’urto di una supernova colpisce una nube di gas alla periferia di una galassia a spirale del Gruppo Locale. L’evento arricchisce la nube di elementi chimici pesanti e provoca il collasso della nube: si forma così il Sole. La Terra arriverà il 6 settembre, la Luna il 7.

I PRIMI MESI

La nostra galassia si forma il 16 marzo. Svilupperà il suo disco soltanto un paio di mesi dopo, il 12 maggio. Non è stata nemmeno particolarmente precoce, la Via Lattea: le primissime piccole galassie risalgono al 13 gennaio. Il buio viene squarciato dalle prime stelle pochi giorni prima, il 10 gennaio, dopo il collasso delle prime nubi di gas. Gli atomi di queste nubi si sono formati alle 00:14 del 1° gennaio, la sintesi dei loro nuclei è terminata appena 65 miliardesimi di secondo dopo la mezzanotte.

Com’è diversa la nostra prospettiva, vista così. Qualunque essere umano di cui tu abbia sentito parlare è vissuto negli ultimi pochi secondi di questo calendario. Non durerai che un battito di ciglia. Ma l’universo ci ha messo 13,8 miliardi di anni, per arrivare a crearti.”

Credits: Cosmos Odissea nello Spazio e Chi ha paura del buio?




PIANETI

MERCURIO

CIELO_DEL_MESE-MERCURIO

Le condizioni di osservabilità del pianeta evolvono repentinamente nell’arco di pochi giorni. All’inizio dell’anno Mercurio è di fatto inosservabile e raggiunge la congiunzione con il Sole il 7 gennaio. Il pianeta ricompare al mattino, dove lo vedremo allontanarsi velocemente dal Sole, migliorando sensibilmente le opportunità di individuarlo sull’orizzonte orientale tra le prime luci dell’alba. Il giorno migliore per vederlo nel cielo del mattino sarà il 24 gennaio con il pianeta che sorge un’ora e 33 minuti prima del Sole. La massima elongazione mattutina viene raggiunta il giorno 30, quando Mercurio si troverà alla distanza angolare di 24° 58’ dal Sole.

VENERE

CIELO_DEL_MESE-VENERE

Le condizioni di osservabilità del pianeta più luminoso sono destinate a migliorare costantemente nei primi mesi dell’anno, durante i quali crescerà l’intervallo di tempo tra l’orario del tramonto del Sole e quello di Venere, che quindi rimarrà visibile sempre più a lungo al crepuscolo serale, sull’orizzonte occidentale. Nei primi giorni di gennaio Venere tramonta circa un’ora e mezza dopo il Sole; alle fine del mese questo intervallo di tempo raggiungerà le due ore. Venere inizia il mese nella costellazione del Sagittario, dal giorno 3 lo vedremo nel Capricorno, che viene attraversato completamente fino al giorno 24. Dal 25 sarà osservabile nell’Acquario.

MARTE

CIELO_DEL_MESE-Marte

Il pianeta rosso è ancora visibile per buona parte della notte. Con il calare dell’oscurità lo vedremo culminare verso Sud, per poi scendere verso Sud-Ovest. Marte si sposta lentamente nella costellazione del Toro, inizialmente con moto retrogrado, per poi invertire la marcia e tornare al moto diretto dal 12 gennaio.

GIOVE

CIELO_DEL_MESE-GIOVE

La visibilità del pianeta è limitata alle prime ore della notte. Dopo il tramonto del Sole lo si può seguire a Sud-Ovest, via via sempre più basso in cielo fino al suo tramonto sull’orizzonte ad Ovest. Giove si trova nella costellazione dei Pesci, sempre più vicino al limite con la costellazione della Balena.

SATURNO

CIELO_DEL_MESE-SATURNO

Abbiamo a disposizione sempre meno tempo per riuscire ad individuare il pianeta, sempre più basso sull’orizzonte occidentale. Potremo individuarlo tra le ultime luci del crepuscolo, nella costellazione del Capricorno, dove nel corso del mese sarà raggiunto e “sorpassato” da Venere, con cui sarà protagonista di una bella congiunzione.

PRINCIPALI EVENTI DI GENNAIO 2023

3 gennaio

Congiunzione Luna-Marte-Pleiadi nella costellazione del Toro
Massima attività sciame meteorico delle Quadrantidi

4 gennaio

Il 4 gennaio alle ore 7.00 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.104.813 km. Trovarsi nel punto più vicino al Sole durante la stagione fredda sembra un paradosso, ma l’alternanza delle stagioni è dovuta all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre e quindi all’inclinazione con cui i raggi del sole colpiscono la superficie terrestre. È proprio in questo periodo che nell’emisfero boreale i raggi del Sole hanno la minima inclinazione, vanificando il beneficio del 7% di maggior luminosità del Sole dovuto alla minor distanza.

20 gennaio

Congiunzione Luna-Mercurio nel crepuscolo dell’alba

22 gennaio

Congiunzione Venere-Saturno nel crepuscolo del tramonto

23 gennaio 

Congiunzione Luna-Venere-Saturno nel crepuscolo serale

26 gennaio

Congiunzione Luna-Giove

30 gennaio

Congiunzione Luna-Marte-Pleiadi

LUNA CINEREA

In gennaio i giorni migliori per osservare la Luna Cinerea sono:

  • 19 gennaio subito prima dell’alba
  • 24 gennaio subito dopo il tramonto

Ricordiamo che la luce cinerea è un fenomeno della Luna al primo e ultimo quarto, quando presenta un piccolo spicchio illuminato e la luce del sole, riflessa dalla Terra, illumina tenuemente la parte in ombra

FASI LUNARI

IL SOLE

Arezzo: 43°27’45” N, 11°52’50” E

Il Sole oggi: vedere le macchie solari in diretta

crepuscolo civile: il centro geometrico del Sole è tra 0 e 6 gradi sotto l’orizzonte. Gli oggetti si distinguono chiaramente senza luce artificiale.

crepuscolo nautico: il centro del sole è tra i 6 ei 12 gradi sotto l’orizzonte. Marinai possono navigare, con un orizzonte visibile come riferimento.

crepuscolo astronomico: il centro del sole è tra i 12 ei 18 gradi sotto l’orizzonte. Tra la fine del crepuscolo astronomico in serata e l’inizio del crepuscolo astronomico al mattino, il cielo è abbastanza scuro per tutte le osservazioni astronomiche.

PASSAGGI DELLA STAZIONE SPAZIALE ISS

COME OSSERVARE I SATELLITI STARLINK

Buon cielo di gennaio dal Gruppo Astrofili di Arezzo !!!