Ingenuity porta a termine il volo numero 13

Si dice che il numero 13 porti sfortuna. Non la pensa così Ingenuity, l’elicotterino marziano che lo scorso 5 settembre ha portato a termine con successo il suo tredicesimo volo, sorvolando la regione di South Séítah.

Il piano di volo prevedeva il raggiungimento degli 8 metri di quota, inferiori rispetto ai 10 del volo precedente, per raccogliere immagini più dettagliate del terreno.

Ed ha trovato pure il tempo per scattare uno shadow selfie!

Shadow selfie di Ingenuity. Image Credit: @NasaJpl/Twitter

Dal suo arrivo sul pianeta rosso ne ha fatta di “strada”, considerando che il suo obiettivo era concludere con successo solo cinque voli!

In realtà ne ha fatti già più del doppio e si è dimostrato un validissimo supporto per la pianificazione degli spostamenti del rover Perseverance. Grazie alle immagini scattate durante i suoi sorvoli infatti, è possibile valutare il percorso da intraprendere ed i suoi eventuali ostacoli.

Una curiosità riguarda il nome del piccolo elicottero. Il termine “ingenuity” fa parte dei “false friends”, letteralmente i falsi amici, ovvero quelle termini inglesi che suonano simili a parole italiane ma hanno in realtà un altro significato.

È proprio il caso di Ingenuity, che non significa ingenuo (false friend) ma… ingegnoso!

Il nome è stato scelto dalla studentessa Vaneeza Rupani, finalista del concorso “Name the Rover” lanciato per la missione Mars 2020.

Perché proprio questo nome? Vi riportiamo la risposta di Vaneeza:

“Ingegno sarebbe un buon nome per l’elicottero perché è esattamente ciò che è servito per progettare questa macchina. Le sfide affrontate cercando di progettare qualcosa in grado di volare su un altro pianeta possono essere superate solo con collaborazione e creatività. Ci vuole l’ingegno di un incredibile gruppo di persone per creare qualcosa con così tante sfide complesse.”

Che dire, scelta azzeccatissima!

Valeria Mori

 

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