La Cintura di Orione: una nursery stellare!

Con l’arrivo della stagione fredda nei nostri cieli stellati è tornata a splendere la Costellazione di Orione, facilmente riconoscibile anche da chi osserva il cielo in maniera distratta. Grazie alla sua posizione nel cielo è una delle costellazioni più antiche e conosciute dai vari popoli della Terra e la maggior parte di loro ci ha visto un gigante o un cacciatore, ma questo cacciatore mitologico indossa alla vita una cintura a dir poco preziosa, formata da tre stelle allineate su una stessa retta.

Costellazione di Orione (Isola di Pasqua) – Image Credit: Yuri Beletsky (Osservatorio Carnegie Las Campanas, TWAN)

 

Della cintura di Orione si trovano testimonianze in moltissimi popoli antichi e le tre stelle sono chiamate in tanti modi a seconda della tradizione degli uomini che l’hanno osservate: i Tre Re, i Re Magi, il Rastrello, i Tre mercanti, i Bastoni e così via. Per il popolo dei Lakota è addirittura il polso della mano di un loro grande capo. I Cinesi la chiamavano San Xing (i tre Astri) e le tre stelle rappresentavano tre divinità (della prosperità, della buona sorte e della longevità). Una teoria ha addirittura ipotizzato una replica dello schema delle tre stelle nelle tre piramidi di Giza in Egitto.

La posizione di queste tre stelle, e anche della costellazione di cui fanno parte, le rende visibili da tutte le latitudini tranne che al Polo Nord, dove si osserva in coincidenza dell’orizzonte. Le tre stelle così brillanti da sembrare diamanti si chiamano Alnitak, Alnilam e Mintaka, ma il loro allineamento è solo apparente, perché sono situate ad una diversa distanza dalla Terra. Sono così evidenti perché Alnitak e Alnilam sono supergiganti blu e Mintaka in realtà è un sistema stellare multiplo. Se vogliamo paragonarle al nostro Sole Mintaka è 9 volte più grande, Alnitak 12 e Alnilam 45.

Da buon cacciatore anche Orione alla cintura porta la sua spada che, come la cintura, ha una lunga storia di osservazioni. Cicerone e Germanico la citano riferendosi ad essa come “la spada del gigante” e anche gli Arabi la consideravano come una spada chiamandola Saif al Jabbar.

La vera padrona in questa zona, però, è la Nebulosa di Orione (M42). In un racconto dei Maya la Nebulosa era una macchia di fuoco ardente dentro il settore celeste che avevano chiamato Xibalba: già questo popolo senza telescopi si era reso conto che questo oggetto, seppur con luce netta, aveva caratteristiche diverse dalle stelle. La cosa strana è però che non vi è menzione di questa nebulosa come tale fino al 1610, quando l’avvocato francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc la inserì nelle sue annotazioni. Anche Galileo aveva osservato attentamente la stessa zona tra il 1610 e il 1617 e aveva già scorto le tre stelle del Trapezio senza però accennare alla Nebulosa, forse a causa del campo ristretto del suo cannocchiale. Più tardi Messier la inserì nel suo catalogo del 1774 identificandola come M42.

M42 – Image Credit: Stefano Boccioli

 

Nel tempo M42 è diventata una delle nebulose più conosciute, studiate e fotografate, anche perché è una delle più vicine e facilmente osservabile dalla Terra. M42 si stende per circa 24 Anni Luce ed è una regione di formazione stellare. Gli astronomi al suo interno vi hanno scoperto tante stelle di varie dimensioni, delle nane brune e hanno definito le stelle del Trapezio come un Ammasso Aperto molto giovane, mentre i telescopi più potenti, in maniera particolare Hubble, ci hanno permesso di scoprire che dentro M42 ci sono molte stelle circondate da anelli di polveri, cioè ai primi stadi di formazione di un sistema planetario. M42 fa parte di un insieme di nebulose chiamate Complesso molecolare di Orione, che include anche l’Anello di Barnard, M43 la Nebulosa Testa di Cavallo, e la Nebulosa Fiamma. Le ultime due si trovano proprio sotto la cintura di Orione nei pressi di Alnitak e le potete ammirare in queste due bellissime foto realizzate dal nostro Stefano Boccioli.

Quella di Orione è un vero e proprio gioiello di cintura… Come non rimanere affascinati dalla ricchezza di questo spicchio di cielo?

 

Nebulosa Testa di Cavallo – Image Credit: Stefano Boccioli

Nebulose Fiamma e Testa di Cavallo – Image Credit: Stefano Boccioli

 

     Cristina Graverini

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