Riscaldamento globale al galoppo!

Usciamo un po’ fuori dalla nostra piccola area provinciale e diamo uno sguardo alle temperature globali, sul tema del problematico riscaldamento globale (o riscaldamento climatico o global warming), perché nell’anno 2015 appena passato a livello globale si è palesato un aumento termico preoccupante.

I centri meteorologici di calcolo sulle temperature globali, hanno infatti sentenziato che il 2015 è stato di gran lunga l’anno più caldo dal 1880 ad oggi.
Il 1880 è la data che viene presa come inizio delle rilevazioni ufficiali professionali. C’è da aggiungere che sul podio degli anni più caldi ci sono anni recenti: al 2° posto infatti troviamo il 2014 e al 3° il 2010.
Ma questo anno 2015 li ha battuti di gran lunga, il 2014 è stato battuto di oltre un decimo di grado, che essendo un dato a livello globale è tantissimo.

Perché un decimo, che all’apparenza può sembrare un aumento insignificante in realtà è tantissimo: per prima cosa perché è un dato globale, quindi che tiene conto di una porzione ti territorio enorme e poi perché se dovesse continuare con questo ritmo la temperatura entro fine secolo salirebbe in maniera mostruosa.

Nella Conferenza climatica di Parigi avuta a fine 2015 (di cui molte resteranno solo chiacchiere e basta) è stato detto che l’aumento globale entro fine secolo dovrà essere contenuto entro i +2°c, cercando che possa essere non superiore ai +1.5°c. Oltre i +2°c le conseguenze climatiche potrebbero raggiungere un punto di non ritorno e poi diventare catastrofiche. Su questi +2°c, è già incluso il livello che c’era dopo il 2014, ossia sui +0.75°c.
Pensate quindi cosa accadrebbe se nei prossimi anni continuasse un aumento simile al 2015, ossia di circa un decimo all’anno: in soli 15 anni avremo raggiunto i +1.5°c, che sommato a quel +0.75°c che già avevamo, significherà che avremo già sfondato abbondantemente il muro dei +2°c nel giro di soli 15 anni !
Ecco perché un aumento di un decimo di grado, che all’apparenza può sembrare insignificante, in realtà è tantissimo ed è un aumento molto preoccupante!

Sotto, un video che mostra l’aumento termico globale dal 1880 al 2015 in base ai dati Nasa. Per la Nasa il 2015 è stato di ben +0.13°c più caldo rispetto al 2014. (Il 2014 era il precedente anno più caldo).

 

Sotto, un grafico Nasa con i dati dal 1880 ad oggi, in cui si vede bene l’inarrestabile aumento termico, con il preoccupante picco verso l’alto nel finale, che è appunto il dato dell’anno 2015: +0.87°c rispetto alla media del trentennio 1951-1980. Nel grafico la linea dello zero è appunto la media del trentennio 1951-1980.

Temperature globali

Ma quali sono i centri di calcolo che si occupano di elaborare i dati globali? Sono quattro: due americani, uno inglese e uno giapponese.

NASA – Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche
NOAA – Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani
Met Office Hadley Centre – Ufficio meteorologico britannico
JMA – Agenzia meteorologica giapponese

Nonostante questi centri elaborino i dati per contro proprio, giungono a conclusioni quasi identiche, le differenze tra i quattro centri sono trascurabili e soprattutto tutti mostrano lo stesso andamento climatico.
Qui un grafico di qualche anno fa, che mostra appunto le poche differenze tra questi quattro centri di calcolo.

Temperature globali andamento

Questo giusto per smentire teorie basate sul nulla, che da sempre, ancora oggi, affermano che i climatologi non sono concordi tra loro, oppure che non stiamo andando verso un riscaldamento, ma al contrario verso un raffreddamento. Teorie basate sul niente, perché i dati mostrano l’esatto contrario: l’aumento termico nel corso dei decenni c’è e dovrebbe iniziare a preoccupare, invece di favoleggiare ancora su fantomatiche ere glaciali in arrivo!

E lasciate perdere discorsi del tipo “i cambiamenti climatici c’erano anche in passato”: un conto sono le ere climatiche, con cambiamenti su un arco di tempo di millenni, altro conto sono i cambiamenti attuali, che sono su un arco di tempo di decenni, o addirittura su una manciata di anni !

Non rimane che sperare in un aumento termico contenuto nei prossimi anni e sarebbe l’ora di cercare di ridurre al minimo il consumo di fonti fossili e utilizzare energie rinnovabili. L’utilizzo delle fonti fossili sono una delle cause maggiori di questo riscaldamento, ma sulle cause e sulle possibili soluzioni ci si potrebbe dilungare all’infinito.
Sappiate però che intorno alle fonte fossili ruotano interessi economici mostruosi e anche incentivi folli da parte di molti paesi del Mondo. Nel 2015 i sussidi totali a livello globale per le fonti fossili sono stati di circa 5300 miliardi di dollari. Pensate quanto si potrebbe fare del bene al nostro pianeta se questa cifra mostruosa di denaro fosse investita nel campo delle energie rinnovabili.
Chissà se prima o poi le speculazioni sul denaro conteranno ancora più del futuro del nostro pianeta…!

 

Simone Paolucci

33 Comments
  • Alessandro
    Posted at 16:26h, 02 Febbraio

    Ciao Simone,
    i satelliti hanno le migliori tecnologie per valutare la temperatura globale.
    Riscaldamenti non se ne vedono:
    http://i2.wp.com/www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-20-13-31-07.png?w=664

  • Simo87
    Posted at 18:46h, 02 Febbraio

    Le misure satellitari non misurano le temperature reali in prossimità del suolo e noi è al suolo che viviamo. Le misure al suolo sono da basarsi esclusivamente sui rilevamenti delle stazioni meteo professionali.
    Il fatto che le misurazioni satellitari non mostrino un aumento termico (e ciò già lo sapevo) è ancor più preoccupante, perché significa che la temperatura al suolo aumenta senza seguire il ciclo naturale. Ossia in prossimità del suolo succede qualcosa che altera il clima sulla Terra. E di chi è la colpa è palese: è lo stile di vita di noi esseri umani !
    Negare questo dato di fatto significa negare gran parte della scienza climatologica!

  • Alessandro
    Posted at 03:25h, 03 Febbraio

    i due andamenti dovrebbero comunque coincidere altrimenti si nega la fisica atmosferica.
    Capisco quello che scrivi, ma il fatto che al suolo ci sia più cemento di 40 anni fa è dovuto al fatto che la popolazione mondiale è raddoppiata a 7 miliardi da 3,5 mld degli anni ’70.
    Possono fare poco gli esseri umani se non cercare di sopravvivere a basso costo e attualmente lo sfruttamento del suolo che incide sulle tempertìature in prossimità del suolo dovrà necessariamente aumentare visto che la popolazione aumenta.
    Non può essere una colpa il cercare di sopravvivere e vivere più a lungo conducendo uno stile di vita a basso costo.

  • Alessandro
    Posted at 03:29h, 03 Febbraio

    Le fonti fossili costano meno e producono di più. Produrre di più significa riuscire a soddisfare le necessità di una popolazione in continuo aumento. Al momento non esiste una fonte che allo stesso costo produca più di quella fossile.

  • Simo87
    Posted at 18:41h, 03 Febbraio

    Le misure satellitari non misurano le temperature reali come vengono misurate dalle stazioni meteo, fosse così allora le stazioni meteo non servirebbero a niente, che ci stanno a fare!

    Le fonti fossili costano meno per forza, perché ricevono miliardi di sussidi all’anno. (l’ho anche scritto sopra nell’articolo).
    Senza qui soldi col cavolo che costerebbero meno.
    E’ il nostro stile di vita che è sbagliato e l’utilizzo delle fonti fossili, che inquinano mostruosamente, ne è un esempio lampante.

  • Alessandro
    Posted at 22:50h, 04 Febbraio

    Sì, ma le stazioni misurano nei luoghi dove viviamo e dove viviamo il PBL (Planetary Boundary Layer) è frutto delle attività umane, comprensive dell’impermeabilizione del suolo. Impermeabilazzazione che compare nella stragrande maggioranza delle stazioni ufficiali europee per non parlare di quelle italiane. Del resto quelle stazioni aeroportuali ufficiali devono per legge descrivere con i propri dati le caratteristiche della pista tra cui la temperatura e non la temperatura legata alla sinottica.La stazione sinottica è una cosa e la stazione aeroportuale è un’altra.

  • Simo87
    Posted at 23:19h, 04 Febbraio

    La “leggenda” delle temperature in aumento per via dell’urbanizzazione intorno alle stazioni non regge, basti vedere i casi delle stazioni, sempre ufficiali, di alta montagna che hanno avuto aumenti termici anche quelle. Sulla vetta del Cimone o sulla vetta del Paganella (sono esempi), entrambe oltre i 2000 m, non si sono sviluppate città negli ultimi decenni ! E’ il contesto generale di clima al suolo che ha un andamento termico al rialzo.

  • Alessandro
    Posted at 12:29h, 05 Febbraio

    Per dire che è al rialzo dal grafico che hai pubblicato sopra, si dovrebbe essere certi dei dati dal 1880 in poi, per me invece è una leggenda questa certezza e non mi risulta nemmeno che esistano questi dati di Paganella e del Cimone.

  • Simo87
    Posted at 19:22h, 05 Febbraio

    Di Paganella e Cimone non ci sono dati di così tanti anni fa, ma altri posti avevano stazioni professionali già ben prima del 1880. Ovvio le stazioni erano molto meno rispetto a quelle che ci sono al giorno d’oggi. Comunque la tendenza all’aumento termico è visibile specie dopo metà ‘900: nel grafico la linea dello zero rappresenta la media del trentennio 1951-1980 e in questi anni c’erano già molte stazioni.
    Ricordo inoltre che i dati sono elaborati da istituti professionali che si occupano di climatologia, poi ognuno è libero di credere quello che vuole. I negazionisti sono a decine, però di prove alla mano hanno zero! Molti poi sono “folgorati” dall’idea dell’Era Glaciale in arrivo, porannoi…
    Ci sono casi in cui i negazionisti hanno dovuto ammettere l’evidenza dei fatti, altri non l’ammetteranno mai perché sono appunto “folgorati”.
    Metto un link di un interessante articolo di qualche anno fa. Da leggere attentamente, dato che appunto vengono smentite le leggende che credono i negazionisti.

    http://www.lamma.rete.toscana.it/news/global-warming-la-conversione-dello-scettico

  • Alessandro
    Posted at 11:55h, 06 Febbraio

    Simone, un conto è parlare del riscaldamento dovuto alle attività antropiche che è una certezza e un conto è discutere del clima atmosferico. Come hai scritto prima noi misuriamo i dati dove viviamo e nessuno credo possa negare che oggi stiamo più caldi al suolo.

  • Simo87
    Posted at 12:07h, 06 Febbraio

    Il clima atmosferico, quando si parla di riscaldamento globale, si intende lo strado d’aria in cui viviamo, chi siano 100 m di quota o su una montagna a 5000 m di quota, si intende sempre lo strato d’aria al suolo in cui viviamo.

  • Alessandro
    Posted at 12:32h, 06 Febbraio

    Se cambia il suolo, influenza il PBL. Un suolo antropizzato non è un suolo naturale e mi sembra impossibile poter avere le solite temperature.

  • Simo87
    Posted at 12:59h, 06 Febbraio

    Non riesco a seguirti, ti contraddici da solo: prima dici che “il riscaldamento dovuto alle attività antropiche è una certezza”, mentre ora dici “se cambia il suolo”. La parola “se” indica totale incertezza.
    Stiamo perdendo il filo logico del discorso: il clima per la vita sulla Terra si misura con le stazioni meteo al suolo e queste mostrano un aumento termico. Breve e semplice!

  • Alessandro
    Posted at 13:10h, 06 Febbraio

    Il suolo è cambiato ed è sempre più antropizzato. Era un se ipotetico localizzato temporaneamente oggi, se ancora il suolo verrà antropizzato, il PBL e la sua influenza si estenderà e l’aumento termico sarà assicurato. Il concetto è che è cambiato l’ambiente circostante dove viviamo e le stazioni non ne possono tener conto.

  • Simo87
    Posted at 13:23h, 06 Febbraio

    Difficilmente il poco strato d’aria al suolo potrà influenzare l’atmosfera a 20, 30 o più km di altezza.
    Il secondo concetto che dici, quello sull’ambiente circostante alle stazioni, è smentito, ma evidentemente fai finta di non leggere. Ti riporto sotto la frase dell’articolo di cui sopra ho messo il link:

    “Le ricerche del Berkeley project si sono concentrate proprio sulle più comuni obiezioni degli scettici circa la validità dei dati considerati, come il contributo del riscaldamento urbano, che è stato eliminato usando solo i dati delle campagne, e la scarsa qualità delle stazioni meteo usate, che sono state escluse. “Il risultato e’ sempre che nessuno di questi fattori ha influito sulle conclusioni degli studi”, afferma Muller.”.

  • Alessandro
    Posted at 13:32h, 06 Febbraio

    A 20 /30 km di altezza non esistono stazioni meteo.
    I dati delle campagne al suolo sono sempre influenzate dal PBL.
    Io non sono uno scettico visto che ti sto scrivendo che l’aumento termico è frutto del cambiamento del PBL.

  • Simo87
    Posted at 14:46h, 06 Febbraio

    Ma allora cosa è che non ti torna? Continuo a non riuscire a seguirti…

  • Alessandro
    Posted at 18:08h, 06 Febbraio

    Ci sono due aspetti che fondamentalmente non ho capito:
    1)quali sono le conseguenze di questo riscaldamento climatico?

    2)La popolazione mondiale è raddoppiata, la vita dell’uomo si è allungata, la produzione nel settore agricolo è aumentata e secondo la FAO la fame nel mondo sta interessando sempre meno zone e stati del mondo.Se siamo riusciti a fare tutto ciò è grazie all’aumento della temperatura e grazie alle fonti fossili. Sai meglio di me che la fonte fossile ci garantisce il fabbisogno energetico per riuscire a fare tutto quello che ho scritto sopra.Per produrre la stessa energia da fonte fossile con le fonti rinnovabili dobbiamo spendere molto di più rispetto ai 5300 miliardi di dollari di sussidi,
    poi sono d’accordo con te che possa esserci una strada energetica migliore, tipo quella geotermica, ma non è vero che non stiamo facendo nulla e non stiano cambiando le cose:http://www.greenplanner.it/2016/01/21/tornano-a-crescere-consumi-di-energia-elettrica-in-italia/

  • Simo87
    Posted at 19:34h, 06 Febbraio

    Il miglioramento dello stile di vita non è assolutamente dovuto all’aumento della temperatura, è dovuto al fatto che l’uomo si evolve col passare degli anni, non siamo come per dire i gatti che anche tra un miliardo di anni saranno uguali a oggi.

    Le conseguenze per saperle basta vedere qualche documentario serio e sottolineo serio, sull’argomento. Tipo il documentario “Una scomoda verità”, che è del 2006. Ancora le conseguenze non sono palesi, ma di questo passo tra 100 anni se non meno, lo stile di vita dell’uomo cambierà su diverse zone della Terra. Per non parlare delle specie viventi che rischieranno l’estinzione.
    https://www.youtube.com/watch?v=Aj17fPcjhhs

  • Alessandro
    Posted at 21:03h, 06 Febbraio

    Lo studio del paleoclima ci indica che l’olocene è stato interessato da episodi caldi (gli optimum postglaciali) fra cui rammentiamo il grande optimum postglaciale, l’optimum miceneo, l’optimum romano, l’optimum medioevale e la fase di riscaldamento attuale. A tali fasi si sono alternate fasi di “deterioramento” segnate da cali termici ed avanzate glaciali. Per inciso l’uso di “optimum” e “deterioramento” non è affatto casuale e gli optimum erano così chiamati i quanto la vita era più facile, la mortalità più ridotta e le fonti di cibo ed energia più abbondanti. Lo stesso padre spirituale della teoria dell’Anthropogenic Global Warming (AGW), Svante Arrhenius, vedeva nel riscaldamento globale da CO2 un fenomeno positivo poiché in grado di rendere più vivibili e meglio fruibili per l’uomo i gelidi areali nordeuropei, sogno questo che si starebbe oggi avverando

  • Alessandro
    Posted at 21:14h, 06 Febbraio

    un pò di bibliografia in merito:
    -Gasparrini A. et al., 2015. Mortality risk attributable to high and low ambient temperature: a multicountry observational study, The lancet, vol. 386, July 25, 2015.
    -Pinna S., 2014. la falsa teoria del clima impazzito, Felici editore, 160 pp.

  • Simo87
    Posted at 01:56h, 07 Febbraio

    Ma questi sono periodi storici remotissimi, la vita dell’uomo sulla Terra non aveva niente di uguale rispetto ad oggi.
    Meglio sfruttabili le aree nord europee? In opposto però le aree più calde si sono desertificate.
    Quasi tutti gli scienziati e climatologi concordano sul fatto che il riscaldamento c’è e sarà dannoso per tutti gli esseri viventi della Terra. Non mi interessa seguire discorsi dei pochi negazionisti.

  • Alessandro
    Posted at 12:08h, 07 Febbraio

    A me invece interessa leggere le motivazioni che portano a scrivere un articolo del genere,difforme dalla realtà, di qualcuno che segue un pensiero basato su profezie fantomatiche di Al Gore.Le aree desertiche sono diminuite:

    Sitch, S., et al. 2015. “Recent trends and drivers of regional sources and sinks of carbon dioxide.” Biogeosciences 12:653–679. http://www.biogeosciences.net/12/653/2015/

    Helldén U. and Tottrup C., 2008. Regional desertification: A global synthesis. Global and Planetary Change 64 (2008) 169–176

    Herrmann S.M., Anyambab A., Tucker C.J., 2005. Recent trends in vegetation dynamics in the African Sahel and their relationship to climate, Global Environmental Change, Volume 15, Issue 4, December 2005, Pages 394-404

    Il fenomeno è anch’esso effetto degli accresciuti livelli atmosferici di CO2, in virtù dei quali non solo le piante crescono di più ma sono anche meno esposte al rischio di siccità in quanto, trovando più facilmente la CO2 nell’atmosfera, possono permettersi si produrre meno stomi limitando così le perdite idriche. Il global greening sta oggi facendo arretrare i deserti in tutto il mondo (sia i deserti caldi delle latitudini tropicali sia quelli freddi delle latitudini più settentrionali) come ci dimostrano in modo inoppugnabile le immagini satellitari.

  • Simo87
    Posted at 19:36h, 07 Febbraio

    Semplicemente cavolate, ci manca che tiri fuori gente che dice che i ghiacciai sono in crescita e poi siamo al completo!
    La conferenza di Parigi sul clima, di fine anno 2015, era basata proprio sul problema del riscaldamento globale, ma evidentemente sono tutti scemi: non è un problema, ma un bene per tutti !
    Non continuerò questo discorso perché il mio punto di vista l’ho già ampiamente mostrato.

  • Alessandro
    Posted at 09:56h, 08 Febbraio

    Artide: mostra un calo generalizzato delle superfici glaciali marine dal 1997 al 2007, anno dopo il quale si assiste ad una relativa stabilizzazione. Secondo i dati forniti dal Polar Science Center dell’Università di Washington a tale stabilizzazione delle superfici ha fatto seguito dal 2010 la stabilizzazione del volume del ghiaccio marino cui è seguito dal 2012 un incremento del volume stesso (http://psc.apl.uw.edu/research/projects/arctic-sea-ice-volume-anomaly/).

    Antartide: manifesta una graduale espansione a partire dagli anni ‘90 ed il guadagno in volume di ghiaccio oggi eccede le perdite (Zwally H.J. etal, 2015). Nello specifico i dati ICESat 2003–08 mostrano guadagni in massa annui di 82 ± 25 Gt che riducono l’aumento del livello del mare di 0.23 mm per anno mentre i dati dell’European Remote-sensing Satellite (ERS) 1992–2001 indicano un guadagno annuo simile (+112 ± 61 Gt).

    Spingendosi indietro nel tempo si deve segnalare che i sondaggi eseguiti sulla calotta glaciale groenlandese dalla NASA mostrano che la massa glaciale groenlandese proviene in gran parte dall’olocene o dalla fase glaciale di Wurm, mentre pochissimo proviene dall’interglaciale precedente e nulla è più antico (Mc Gregor et al., 2015). A ciò si aggiunga che sulla scogliera di Orosei è presente un battente di 125mila anni orsono che è di 8 metri al di sopra del livello marino attuale e che dimostra come le calotte glaciali fossero a quel tempo in gran parte fuse (Antonioli e Silenzi, 2007). Tutto ciò dimostra la potenza degli interglaciali precedenti al nostro nello sciogliere le calotte glaciali e ci spinge a domandarci quale fosse la causa che ha dato luogo a così imponenti processi di fusione delle calotte polari in assenza delle emissioni di CO2 umane. Una domanda che per ora resta senza risposta e che costituisce una delle più palesi eccezioni alla teoria dell’Anthropogenic Global Warming (AGW).

  • Simo87
    Posted at 18:59h, 08 Febbraio

    Alessandro basta! Non ho più voglia di continuare questo discorso, non mi interessa ribattere ai negazionisti !
    Se guardo per dire su facebook trovo migliaia di cavolate, che però non mi interessa ribattere e non mi interessa nemmeno qui.
    Ti metto un ultimo link ufficiale professionale della Nasa, se hai voglia di leggere attentamente potrai trovare di tutto e di più.
    http://climate.nasa.gov/

  • Alessandro
    Posted at 12:21h, 09 Febbraio

    Simone mi pare che al link si dice quello che scrivo io: temperature più alte, ghiacci meno presenti e grazie a dio CO2 in aumento.

  • Simo87
    Posted at 19:27h, 09 Febbraio

    A me pare che rispondi a caso: una volta dici che riscaldamenti non se ne vedono (tuo primo messaggio), poi dici che le temperature sono aumentate.
    L’aumento della CO2 che sarebbe un fattore positivo non è certo quello che viene scritto sul link che ho postato, dove si prevede che gli effetti saranno in grande maggioranza negativi.

  • Alessandro
    Posted at 00:59h, 10 Febbraio

    Hai scritto bene si prevede ed è almeno dalla moda del buco dell’ozono negli anni ’90 che si prevedono future sventure naturali. Ci si riaggiorna con il riscaldamento che galoppa a fine 2016. Intanto le profezie di NASA e Company devono ancora avverarsi comprese quelle di Al Gore scritte nel 2007 e ti ho appena postato delle ricerche scientifiche in cui le aree desertiche risultano diminuite, ma potrei continuare con i fenomeni termici e pluviometrici estremi che risultano stazionari o quantomeno risulta assente qualunque tipo di trend in entrambi i casi:
    Screen & Simmonds ( 2014), lavorando su un dataset di rianalisi relativo alle medie latitudini dell’emisfero Nord hanno evidenziato la sostanziale stazionarietà degli eventi pluviometrici e termici estremi nel periodo 1979-2012.

  • Simo87
    Posted at 07:37h, 10 Febbraio

    Continui a dire cose a caso, prendendo fonti non affidabili.
    Ma poi ce la fai ad accorgerti che ogni 2 messaggi ti condraddici da solo in quello che dici: tuo messaggio N° 27 dici temperature più alte, ora dici fenomeni termici stazionari. All’una di notte invece di rispondere a caso, vai a letto che è meglio. Io non ti rispondo più.

  • Alessandro
    Posted at 11:35h, 10 Febbraio

    Certo che se il mio interlocutore non sa nemmeno la differenza tra fenomeni estremi termici e riscaldamento globale di 0,13°C vuol dire che il mio interlocutore cioè te devi continuare a stare a letto perchè hai ancora troppo sonno.
    Se non mi rsipondi più almeno finisci di fare le brutte figure.

  • Simo87
    Posted at 19:05h, 10 Febbraio

    I fenomeni termici estremi non sono affatto stazionari, come hai scritto te: non è solo la media termica che aumenta, nel Mondo ogni anno si registrano molti nuovi record di caldo, sono pochissimi i nuovi record di freddo. Te l’ho già detto: consulta fonti affidabili !
    E dopo questo non risponderò più a nessuno dei tuoi messaggi perché è come parlare al muro. Ciao!

  • Alessandro
    Posted at 23:42h, 10 Febbraio

    John Christy climatologo statunitense ha riportato al congresso USA del 2 febbraio scorso una serie di dati relativi ai trend degli eventi estremi e che contestano l’opinione dominante circa l’aumento parossistico di tali fenomeni.
    In particolare:
    http://i0.wp.com/www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2016/02/Fig_5-Mariani_Christy.png?w=579
    Frequenza delle ondate di caldo in USA espressa come numero medio di giorni con temperature superiori a 100°F per le 982 stazioni della rete climatologica storica degli USA.

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