WETI Institute

Il rivoluzionario programma WETI per cercare civiltà avanzate.
Molti avranno sentito parlare del programma SETI, il cui scopo è (era?) quello di ricevere segnali radio provenienti da ipotetiche civiltà avanzate extraterrestri, ma pochi avranno sentito parlare dell’ambizioso programma WETI.
Andiamo con ordine.
Quando negli anni ’60 del secolo scorso la radioastronomia entrò nella sua età dell’oro, ad alcuni scienziati venne l’idea di utilizzare quelle enormi parabole non solo per studiare i corpi celesti dell’Universo ma anche per cercare eventuali trasmissioni, volontarie o meno, da parte di lontane civiltà extraterrestri. In un clima ricco di entusiasmo e aspettative, nacquero i primi progetti chiamati SETI, ovvero Search for Extra-Terrestrial Intelligence (ricerca di vita intelligente). Nel corso di oltre mezzo secolo, le antenne più potenti del mondo sono state puntate per milioni e milioni di ore verso quasi ogni zona del cielo, alla ricerca di un segnale, anche flebile, che potesse essere ricondotto a una civiltà aliena.
A parte una manciata di casi interessanti (qualcuno ha mai sentito la storia del segnale “wow”?) ma dall’esito negativo, non è stato mai stato ricevuto nessun segnale proveniente da altre ipotetiche forme di vita intelligenti. Questo ha acceso un gran dibattito nella comunità scientifica sulla frequenza della vita intelligente nella nostra Galassia e sui metodi, un po’ limitati e rudimentali, con qui abbiamo preteso di cercarla. Nemmeno puntando le antenne verso i pianeti simili alla Terra, che negli anni abbiamo scoperto, si è ascoltato qualcosa.
Il clamoroso fallimento di qualsiasi attività SETI centrata sull’ascolto delle onde radio ha creato pessimismo tra gli astronomi, fatto scappare gli investitori e alimentato una pungente satira, tra cui la nascita di un’associazione privata denominata WETI (Wait for Extra-Terrestrial Ingelligence, aspettare intelligenza extraterrestre) un gruppo di volontari che cerca gli alieni comodamente sul divano, aspettando che si facciano vivi loro in qualche modo. Il lavoro è semplice: aspettare passivamente e senza spendere un centesimo che qualcuno si faccia sentire. E su una cosa non gli si può certo dar torto: l’efficienza del progetto di ricerca WETI è al momento la stessa di tutti i programmi SETI da 50 anni a questa parte!
Se volete saperne di più, c’è un sito web e un’applicazione per dispositivi Android a vostra disposizione: http://weti-institute.org/index.html
DANIELE GASPARRI.

 

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