07 Set El Niño non è la fine del mondo!
2026, un’agonia infinita. Ma attenzione: El Niño non è la fine del mondo!
Si sta per concludere un’agonia infinita. Questo 2026 ce lo ricorderemo per molto tempo e speriamo sia un’annata da ricordare e basta. Insomma, come si dice dalle nostre parti: che un venga peggio!
Ora analizziamo un po’ all’aretina la meteo e soprattutto il clima che abbiamo appena vissuto, cercando anche di capire cosa possiamo aspettarci con questo benedetto El Niño, sul quale, ovviamente, molti media stanno giocando per ottenere il solito click. Non fatevi ingannare dai titoli!
LA SCIENZA NON È NATA PER PORTARE TERRORE!!! IO BECCO!!
NON È LA SCIENZA CHE VI ROVINA LA GIORNATA, ma chi ci continua a giocare ogni santissimo giorno. Come al solito, i media che spesso giocano sui numeri, sui calcoli e sulle proiezioni per alimentare inquietudine e paura. La scienza ci mette sul piatto numeri, dati, osservazioni ed equazioni da risolvere e ci aiuta a vivere meglio.
La scienza non è, per esempio, la CO₂ che abbiamo in atmosfera e che è in fottuta crescita costante: la scienza ci dice semplicemente che la CO₂ è in crescita. Punto.
Sta a noi risolvere il problema.
La scienza non è il caldo: ci dice che fa caldo, quanto fa caldo, come è cambiato il caldo e quali possono essere le conseguenze. E così via…
Se amassimo tutti la scienza, senza se e senza ma, probabilmente vivremmo in un mondo migliore, pieno di soluzioni. E invece guardate dove siamo: facciamo ancora guerre, inquiniamo a più non posso e addirittura ci sono persone che negano l’evidenza.
Ci sono quelli che dicono:
“È estate, deve fare caldo!” Questi, tutto sommato, hanno almeno la scusante di appellarsi a un loro sentore.
Poi ci sono quelli che ci fanno girare parecchio le scatole: “Il clima è sempre cambiato”. Questi proprio non li sopportiamo, soprattutto quando si spacciano per studiosi o sapienti della materia senza conoscere minimamente la storia climatica del nostro pianeta.
Certo che il clima è sempre cambiato! È proprio la climatologia a dimostrarcelo.
Il punto è come, quanto rapidamente e per quali cause sta cambiando oggi.
EL NIÑO: CALMA, NON MUORIAMO TUTTI DI CALDO
Guardate, vi faccio notare subito cosa sta succedendo con questo El Niño. Seguitemi bene.
El Niño è un fenomeno naturale, che esiste da sempre e che si manifesta periodicamente. Non è stato scoperto ieri mattina e non è una specie di mostro climatico comparso dal nulla.
Oggi, però, tutti conoscono questo nome. El Niño di qua, El Niño di là…
Ma pochi sanno realmente cosa sia.
E allora la conclusione diventa abbastanza scontata:
“El Niño? Bene, allora si muore tutti di caldo!” Ovviamente no. Assolutamente no.
Non stiamo qui a spiegarvi nel dettaglio che cosa sia El Niño, perché ci vorrebbe un’altra mezz’ora e, sinceramente, siamo sul divano e ci vogliamo rilassare guardandoci un film. 😂
Quello che però ce vogliamo farvi capire è un’altra cosa.
El Niño nasce all’interno di un sistema climatico naturale, mentre oggi quel sistema si trova a interagire con un pianeta che è già molto più caldo rispetto al passato. È un po’ come buttare benzina sul fuoco.
Oppure, se preferite un esempio ancora più doloroso: come strusciare il peperoncino nelle emorroidi.
IL CALDO CHE ABBIAMO AVUTO NON È COLPA DI EL NIÑO
Il caldo che abbiamo avuto quest’estate, e che ancora ci accompagna ma che finalmente sta per mollare la presa, non è stato determinato da El Niño.
Nel bacino del Mediterraneo El Niño non è il responsabile diretto delle nostre ondate di calore estive.
Il nostro tempo atmosferico estivo dipende soprattutto dalla dinamica atmosferica sull’Europa e sul Mediterraneo, dalla posizione e dalla persistenza delle figure bariche, dalle masse d’aria, dalla temperatura del Mediterraneo e da una serie di altri fattori.
El Niño può avere teleconnessioni e influenzare la circolazione atmosferica su scala globale, ma il rapporto con il clima mediterraneo non è così semplice da poter dire:
“È arrivato El Niño, quindi in Italia farà un’estate infernale.”
Questa è una semplificazione bella e buona.
E infatti titoli come:
“ARRIVA EL NIÑO: ESTATE ROVENTE IN ITALIA!” sono, nella migliore delle ipotesi, una semplificazione estrema e, nella peggiore, puro acchiappaclickke.
El Niño può avere conseguenze sulla circolazione atmosferica anche a grande distanza dalla sua area d’origine e può contribuire a modificare alcuni pattern stagionali, ma non possiamo usarlo come spiegazione automatica del caldo estivo italiano.
IL 2026 E IL FANTASMA DEL 2003
Arriviamo al nostro 2026.
In molte località italiane, alla fine dei conti, il 2026 ha raggiunto o superato alcuni dei valori registrati nel famigerato 2003. Nella nostra zona possiamo tranquillamente dire che il confronto è stato molto vicino.
E questo ci deve far riflettere.
Ma riflettere non significa terrorizzare.
Perché il problema dei continui allarmi è proprio questo: se ogni anno ci viene raccontato che sarà “l’estate più calda di sempre”, “la fine del mondo”, “temperature mai viste”, “siamo tutti spacciati”, alla lunga cosa succede?
Succede che la gente si assuefa. E quando tutto diventa un’emergenza, niente diventa più un’emergenza.
È anche una questione psicologica ed emotiva. Non voglio entrare nel dettaglio perché non è il mio campo, ma una cosa è evidente: bombardare continuamente le persone con messaggi catastrofici può portare alla reazione opposta.
Alla fine uno dice:
“Vabbè, morirò di caldo anche quest’anno… amen.” E getta la spugna.
PREOCCUPARSI SÌ. VIVERE NEL TERRORE NO.
Ormai ci conoscete. Noi non amiamo assolutamente gridare: “SE MORE TUTTI!”
Ma allo stesso tempo non vogliamo nemmeno far finta che il problema non esista.
Il cambiamento climatico è reale. L’aumento delle temperature medie è reale. L’aumento della CO₂ è reale.
Gli estremi climatici vanno studiati.
E tutto questo va affrontato con la massima serietà, possiamo farlo senza vivere nel terrore ogni singolo giorno.
Con tutta la serietà del caso, quindi, dobbiamo guardare al futuro con saggezza, continuare a vivere serenamente tutti i giorni, ma contemporaneamente prendere misure precauzionali, trovare soluzioni e rimediare ai danni che abbiamo fatto. Si può fare!
Le domande che dovrebbero essere all’ordine del giorno sono:
“Si può fare ancora questo?”
“Come possiamo continuare a fare quest’altra cosa?”
“Come possiamo adattarci?”
E se alcune cose divertenti che potevamo fare tranquillamente venti o trent’anni fa oggi diventano più difficili, pazienza.
Troveremo altre cose da fare, no? La capacità dell’uomo dovrebbe essere proprio questa: adattarsi, inventare, trovare soluzioni.
Se invece continuiamo a dire:
“S’è sempre fatto così!” allora non andiamo da nessuna parte.
E IL PROSSIMO ANNO?
Qui arriva un’altra cosa che secondo me è importante ricordare.
Il prossimo anno NON è assolutamente detto che rivivremo la stessa estate. Potremmo avere un’estate nuovamente molto calda. Potremmo avere un’estate nella media.
Potremmo persino avere un’estate decisamente sottotono.
Il fatto che il trend climatico di fondo sia in salita non significa che ogni singolo anno debba essere necessariamente più caldo del precedente. Il clima non funziona così.
Ci saranno oscillazioni, annate più calde, annate meno calde, periodi estremamente caldi e periodi più freschi.
Il trend di lungo periodo è una cosa. Il singolo anno è un’altra.
NON È CHE OGNI ANNO SARÀ LA FINE DEL MONDO
E qui arriviamo a una delle cose che mi fanno più sorridere.
A volte leggiamo i titoli e sembra che ogni estate debba essere necessariamente peggiore della precedente.
Ma se fosse veramente così, tra dieci anni saremmo tutti morti bruciati.
Non funziona così.
Il riscaldamento globale significa che, statisticamente, il nostro clima sta diventando più caldo e che aumentano le probabilità di vivere determinati estremi,ma non significa che ogni estate debba battere quella precedente.
Quindi sì: sarà sempre più caldo rispetto al passato sul lungo periodo, se il trend continuerà,ma non aspettatevi necessariamente che il prossimo anno arrivi la morte nera direttamente dal cielo.
E POI C’È UNA COSA CHE I TITOLI DIMENTICANO: SIAMO IN ITALIA
Un’altra cosa che ogni tanto bisognerebbe ricordare è che l’Italia si trova a una determinata latitudine e il Sole, in inverno, si abbassa enormemente sull’orizzonte.
Alle nostre latitudini, intorno al solstizio invernale, l’altezza massima del Sole a mezzogiorno è molto bassa rispetto all’estate.
Questo significa che la quantità di energia solare disponibile per riscaldare il suolo è enormemente diversa rispetto a luglio. Quindi quando leggete:
“IN FUTURO 35 °C A DICEMBRE!”
non prendete il titolo e basta. Prima ragionate!
Una giornata eccezionalmente mite può certamente verificarsi, e con il cambiamento climatico alcuni record possono essere infranti.
Ma 35 °C a dicembre non diventerebbero automaticamente la normalità solo perché il pianeta si sta riscaldando.
Il Sole continuerà a fare il Sole.
E a dicembre, da noi, continuerà a stare molto più basso sull’orizzonte rispetto a giugno o luglio.
INSOMMA, CHE FACCIAMO?
Facciamo una cosa semplicissima. Viviamo.
Viviamo serenamente.
Godiamoci le giornate, il nostro territorio, le nostre montagne, il nostro cielo, il nostro mare.
Ma contemporaneamente informiamoci e cerchiamo di muovere le “chiappe” per fare qualche cosa di concreto, per esempio curando e rispettando di più il nostro verde.
Non prendiamo per oro colato ogni titolo che compare sul telefono.
Non facciamoci terrorizzare da una previsione a dieci anni presentata come se fosse una certezza matematica.
E soprattutto, non facciamo l’errore opposto di negare tutto. Perché tra:
“NON STA SUCCEDENDO NULLA” e “SE MORE TUTTI” esiste una gigantesca zona di mezzo.
Ed è proprio lì che dobbiamo stare.
La scienza ci dà gli strumenti. I dati ci dicono cosa sta succedendo. La climatologia ci aiuta a capire da dove veniamo e dove stiamo andando.
Poi tocca a noi usare il cervello.
Quindi, cari amici, continuate a vivere serenamente e soprattutto non distruggetevi le biglie con le notizie negative.
E quando ne leggete una particolarmente catastrofica, fate una cosa semplicissima: fermatevi. Leggete. Approfondite.
Controllate le fonti.
Ricordatevi che, molto spesso, dietro un titolo fatto apposta per farvi paura c’è semplicemente la necessità di farvi cliccare.
Usate la testa e, approfondendo, cercare quel 20% di informazione buona che magari è nascosta dentro l’80% di stronzate.
E credeteci, quel 20% c’è. Bisogna solo avere la voglia di andarselo a cercare.
Un abbraccio a tutti quanti ❤️
E ora prepariamoci finalmente a goderci l’arrivo di temperature più normali.
Che estate faticosa abbiamo passato!
P:S ricordatevevi bene:
IL 2027 NON È GIÀ SCRITTO.
Potremo avere un’altra estate caldissima, certo.
Ma potremo anche avere un’estate più fresca, più piovosa, più dinamica o semplicemente meno estrema.
Il trend climatico ci dice una cosa.
Il singolo anno ce ne può raccontare un’altra.
E adesso, finalmente…
godiamoci un po’ di normalità in arrivo. 🌦️
Buona giornata a tutti!
Il team di Arezzometeo.