9 ottobre 1963: il disastro del Vajont

Per non dimenticare, oggi ricorre l’anniversario del disastro del Vajont. Circa 1900 i morti stimati, tra il paese di Longarone e zone linitrofe.

La diga del Vajont, ancora oggi in  piedi, è la quinta diga più alta al Mondo. La zona si trova tra il Veneto e il Friuli.

Consiglio di guardare il film “Vajont – La diga del disonore” del 2001, che ricostruisce bene i fatti.

Alcune mie foto fatte nell’agosto del 2008. Si nota ancora bene la parte della montagna franata: il Monte Toc, alto 1921 m.

Simone Paolucci

 

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50 anni fa avveniva il disastro del Vajont, probabilmente il disastro geologico, ma causato dall’uomo, più grave che sia mai avvenuto in Italia! Mi sembra doveroso ricordare questo fatto, ricordarlo per non dimenticare, per non dimenticare a cosa portò l’avidità dell’uomo.

Sorvolo i dettagli, tanto li potete trovare (e ve lo consiglio) altrove, solo un doveroso riassunto.
La sera del 9 ottobre 1963 una frana gigantesca si staccò dal Monte Toc, riversandosi nel Lago del Vajont. La diga fortunosamente resse, ma la frana provocò un’onda mostruosa, alta circa 300 metri, distruggendo la zona intorno alla riva del lago e il fondovalle sottostante del Fiume Piave. I paesi sul fondovalle del Piave vicino alla diga furono rasi al suolo; Longarone fu il paese più colpito, dato che era il più popolato e situato proprio sotto alla diga. Circa 1900 i morti totali stimati.

Qui, il trailer del film “Vajont – La diga del disonore” del 2001, diretto da Renzo Martinelli. Film che vi consiglio di vedere, perché riassume bene i fatti che portarono al disastro.

Adesso metto alcune foto che ho fatto in agosto nella zona del Vajont. Per la cronaca, c’ero già stato anche nell’agosto 2008, di cui potete vedere alcune foto cliccando qui.

La valle e la Diga del Vajont vista dalla zona del paese di Longarone, sul fondovalle del Fiume Piave (435 m).

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Al momento della costruzione, con i suoi 264.6 metri di altezza, era la diga più alta del Mondo! Al giorno d’oggi è la quinta diga più alta del Mondo.

La passerella sulla diga, una camminata molto suggestiva.

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Sul lato dove era la cabina dei comandi, andata ovviamente distrutta, è stata messa una stazione meteo.

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Dalla passerella sulla diga, con i suoi 265 metri di strapiombo, impressionante la vista della valle, che non a caso era anche chiamata la “Gola del Diavolo”. In fondo, il paese di Longarone.

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La vista verso la parte interna, dove era il lago, ora coperta da una montagna di terra (franata).

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Dal paese di Casso (950 m) si può vedere bene le dimensioni della frana, che si staccò dal versante opposto della valle, dal Monte Toc (1921 m).

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Al momento della frana, l’acqua del lago era ad un’altezza di 700 m, il paese di Casso è a 950 m e oltre: i detriti e l’acqua arrivarono fino a qui, per questo si sa che l’altezza dell’onda fu di circa 300 m.

Qui si vede bene la terra franata: tutta la terra nella parte centrale della foto è venuta giù nella frana.

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La vista verso la valle, in basso si vede un pezzo della diga.

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La frana vista da vicino.

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Infine, questo è quello che rimane del Lago del Vajont.

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Simone Paolucci

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