Fase di simil-primavera; a quando uno sblocco?

Anche oggi su molte località della Toscana si sono passati tranquillamente i 10°, con punte anche di 14-15° . Clima molto mite per la stagione pure in montagna con cieli sereni e luminosi. Solo durante la notte e sui bassistrati ci ricordiamo che siamo in pieno inverno grazie al fenomeno dell’inversione termica / irraggiamento notturno, con temperature che si avvicinano agli zero gradi. Le Alpi con queste correnti hanno fatto il pieno di neve (ma solo dalle quote medie in su) e con questa aria mite in arrivo, il pericolo valaghe è molto elevato anche per la molta neve caduta che si deve ancora assestare. Davvero incredibile che ci sia ancora gente che si avventura nei fuoripista. Il fatto che ci rimettano la pelle sarebbe il meno (uno se le cerca) ma il problema è che si mette a repentaglio la vita di chi eventualmente li deve soccorrere oltre al fatto che magari una valanga può mettere in pericolo anche altre persone. Inutile che poi i media parlino di “montagna killer” o “valanghe killer” quando queste sciagure dipendono il più delle volte dall’incoscenza di alcune persone. Detto questo la situazione meteo dei prossimi giorni è ben evidente da questa istantanea satellitare. Forte depressione islandese con asse di saccatura sbilanciato in pieno Atlantico ad ovest del Portogallo e contemporanea risalita di aria mite e del promontorio alto-pressorio sub-tropicale. Ritorno quindi delle nebbie nelle pianure (specie quella Padana), tempo stabile e clima mite, molto mite in montagna per l’effetto anche della sub-sidenza altopressoria:

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Situazione che rimarrà statica almeno per tutta questa settimana o parte di essa.

Molti si chiedono quando verrà il vero inverno. Difficile dirlo. Alcune proiezioni a lungo termine elaborate pèrendendo in esame gli indici teleconnettivi e stratosferici vedono delle possibilità fredde fra fine del mese e il successivo di febbraio ma alcuni modelli (determinismo) intravedono qualche cambiamento circolatorio intorno alla metà del mese. Un campo di alte pressioni potrebbe posizionarsi sulla penisola Scandinava. Una delle configurazioni che potrebbero veicolare l’aria fredda verso sud e coinvolgere senz’altro l’Europa orientale ma con delle giuste mosse anche il nostro settore. Ci vorrebbe solo che le correnti atlantiche riuscissero in qualche modo a rallentare non mandando a monte questo che ancora risulta essere solo un “progetto” della macchina del tempo. Vedremo se nei prossimi giorni i modelli matematici proseguiranno su questo abbozzo o se continuerà invece questo trend mite di stampo zonale atlantico che ormai detta legge da parecchie settimane.

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Alessandro Nardi