Una sciagura quasi dimenticata

Una triste curiosità meteo, una sciagura quasi dimenticata, quello che, esattamente 40 anni fa, fu il più grosso disastro meteorologico, che si ricordi, avvenuto nella nostra provincia di Arezzo.
Il luogo è conosciuto, successe alla Fonte del Baregno sull’Alpe di Catenaia (quota 1180 m). Nella zona di quel bel prato e l’area pic-nic, accanto a un grande albero si trova un cippo in memoria di quello che successe esattamente 40 anni fa, la domenica del 18 luglio 1976.

Quel giorno molta gente si radunò sull’Alpe di Catenaia, per celebrare l’anniversario della liberazione dal nazifascismo, che nella nostra provincia iniziò ai primi di luglio del 1944, Arezzo fu liberata il 16 luglio del 1944.
Questa zona dell’Alpe di Catenaia si trova nel comune di Subbiano e come in altre montagne, anche qui ci furono numerosi scontri tra nazifascisti e partigiani durante il periodo della resistenza (1943-1945). In questa montagna passava anche la “Linea Gotica”, dato che da qui si vedevano i versanti di Arezzo e della Valtiberina.

Ma in quel 18 luglio 1976, quello che doveva essere un giorno di festa nel pomeriggio diventò un giorno drammatico: nella zona si abbatté un forte temporale, un fulmine colpì un gruppo di persone che si erano riparate sotto gli alberi; nove persone rimasero uccise!

Sotto riporto un pezzo tratto dal giornale La Stampa, nell’articolo del giorno seguente alla tragedia.

La festa, nel primo pomeriggio, è stata guastata dall’inclemenza del tempo.
Erano da poco passate le 15 quando ha iniziato a piovere, su tutta l’Alpe di Catenaia.
Nuvole basse hanno avvolto la montagna e per i partecipanti al raduno non è rimasta altra alternativa che riprendere la via di casa. Non tutti però hanno deciso di rientrare.
Alcuni gruppi hanno preferito che finisse il temporale al riparo di alcuni alberi.
Ma questa decisone è stata fatale: la bufera, anzichè rallentare, si è messa ad infuriare sempre più violentemente, fino a trasformarsi in un vero e proprio fortunale, con folgori, tuoni e fortissime raffiche di vento.
Rannicchiati attorno agli alberi, coloro che erano rimasti sull’Alpe non riuscivano ormai a vedere più in là di qualche decina di metri.
Improvvisamente la tragedia.
Un fulmine, scoccato a distanza ravvicinatissima, ha investito in pieno uno dei gruppi che si era messo al riparo del grosso albero.
Una quindicina di persone in tutto, fra le quali diversi bambini.

Alcune immagini del cippo in memoria delle nove vittime di quel tragico 18 luglio 1976.

Alpe di Catenaia 1

Alpe di Catenaia 2

Alpe di Catenaia 3

Alpe di Catenaia 4

Sotto alcuni spezzoni tratti dal giornale l’Unità del 19 e 20 luglio 1976.

Alpe di Catenaia 5

 

Alpe di Catenaia 6

Alpe di Catenaia 7

Alpe di Catenaia 8

 

Simone Paolucci

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