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È arrivato il periodo tanto atteso dagli appassionati del verde: la Primavera. Ogni giorno è buono per lavorare il terreno, seminare, piantare, coltivare, insomma c’è tanto da lavorare ma anche da divertirsi.

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Cominciamo dal prato e dal giardino tagliando l’erba che sarà cresciuta con le piogge primaverili, effettuando un taglio di media altezza, successivamente arieggiare il prato con l’apposito attrezzo o aiutandosi con una forca e un rastrello per togliere lo strato di erba e radici infeltrite che gli impedisce di respirare. Spargere un fertilizzante a lenta cessione e infine annaffiare abbondantemente. La faticosa applicazione darà forza e salute al nostro prato per tutta l’estate.

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Togliamo con una forca i bulbi che hanno fiorito, mettiamoli prima in contenitori con poca terra affinché finiscano il loro periodo vegetativo e successivamente riponiamoli al buio e al fresco fino a settembre/ottobre quando sarà il momento di ripiantarli.

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Le rose che abbiamo potato a Gennaio Febbraio, hanno il fogliame e i boccioli rossastri e molto delicati, sono quindi facile preda di insetti che si insediano nel roseto, nutrendosi dei bocci e del fogliame e facendo a volte danni notevoli. Consiglio di trattare con un insetticida o una passata di ramato per proteggere le piante in questa fase delicata. Ripulite il roseto dalle erbacce lavorando leggermente il terreno in superficie, concimare bene e coprire la terra con pacciamatura di pino o di lapillo.

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L’Orto Bio. È arrivato il momento di mettere a dimora le piante più importanti dell’estate: pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni e melanzane. Cerchiamo quindi di predisporre il terreno dividendo le zone in modo da evitare di rimettere sullo stesso posto lo stesso tipo di piante.

Per realizzare un “orto Bio” è indispensabile usare concimi naturali come lo stallatico e fare la rotazione delle colture, ovvero il cambio annuale del tipo di piante coltivate nella stessa parcella dell’orto e la consociazione, cioè la coltivazione di una specie vicina a un’altra per favorire un beneficio reciproco. Alternare in particolare quelle specie ad altro consumo nutritivo come gli spinaci o i cavoli con specie che arricchiscono il terreno di Azoto come i fagioli, le fave (legumi) o le piante da radice.

 

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Trapiantare le piantine in buche poco profonde su cui metteremo una manciata di stallatico che ricopriremo di terra per non farlo stare a contatto con le radici della giovane piantina, accostare la terra e innaffiare. Nel caso di pomodori, melanzane, cetrioli predisporre successivamente dei sostegni. Sistemare le piante tenendo conto delle altezze che raggiungeranno e cercando di evitare che alcune specie rimangano all’ombra, coperte da quelle più alte. Nella scelta degli abbinamenti fra le specie, fate in modo che le piante con radici profonde siano messe accanto agli ortaggi che hanno radici superficiali, in questo modo eviterete parassiti e erbe infestanti mantenendo la fertilità del suolo.

 

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Trapiantare anche cipolle, insalate e cavoli estivi, sarchiare l’aglio che sarà già alto per evitare che si riempia di erbacce. Spuntare le cime dei baccelli per eliminare i pidocchi e rinforzare le piante. Ripulire il terreno rimasto e zappare finemente per preparare il terreno alle semine.

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Seminare insalate, radicchi, ravanelli, cicorie, carote, rucola, prezzemolo ecc… Dopo la semina coprire con tessuto-non tessuto e innaffiare finemente per non spostare il seme. Mantenere i teli per una settimana innaffiando ogni giorno infine toglierli continuando regolari innaffiature.

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Le piante da frutto sono ormai sfiorite e dopo la scamiciatura si vedono i frutticini del pesco, del ciliegio, del susino e dell’albicocco (drupacee). In questa fase dobbiamo proteggere le piante dalle malattie fungine e effettuare quindi i trattamenti primaverili con rame e zolfo, evitando di usare insetticidi sintetici (proibiti in agricoltura biologica). L’ideale sarebbe un intervento “manuale”, togliendo a mano la bolla del pesco ed evitando quindi l’uso di insetticidi.

Controllate che i frutticini non siano troppo abbondanti e nel caso diradate fino a lasciare pochi frutti per ramo, evitando di avere decine di frutti piccoli e di affaticare la pianta.

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Il lavoro di questi giorni darà i suoi frutti durante tutta l’estate, mettiamoci quindi al lavoro e buoni raccolti.

Franco l’Ortolano

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